La Polizia sventa un colpo in una banca della Capitale e arresta della “banda del buco”.

5 gli “ingegneri” del crimine arrestati. Walkie-talkie, pali di copertura e scavi notturni: avevano studiato il colpo nei minimi dettagli.

A cura di Redazione
16 gennaio 2026 10:59
La Polizia sventa un colpo in una banca della Capitale  e arresta della “banda del buco”. -
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La Polizia sventa un colpo in una banca della Capitale  e arresta della “banda del buco”. 5 gli “ingegneri” del crimine arrestati. Walkie-talkie, pali di copertura e scavi notturni: avevano studiato il colpo nei minimi dettagli.

Avevano studiato il colpo nei minimi dettagli, con sopralluoghi e appostamenti ripetuti nei giorni, coperture e comunicazioni radio in tempo reale: sono cinque gli “ingegneri” del crimine arrestati dalla Polizia di Stato - coordinata dai magistrati del Dipartimento criminalità grave e diffusa della Procura della Repubblica di Roma - all’alba del colpo architettato in un istituto di credito della Capitale.

Sono stati gli investigatori della Squadra Mobile di Roma ad intercettare, nei giorni precedenti, i movimenti sospetti di due uomini, già conosciuti per una rapina messa a segno qualche anno fa con la tecnica del “buco”, nel circondario di una banca sita nel quartiere di Colli Aniene.

Quanto documentato dagli uomini della Sezione Antirapina restituisce un copione fatto di ruoli ben definiti: dai sopralluoghi, alle tecniche di “contro-pedinamento” utilizzando auto rubate, fino agli appostamenti, i cinque complici si muovevano seguendo un preciso protocollo operativo, costruito su una rigida divisione in ruoli.

Mentre una vettura si posizionava in un punto strategico, con visuale diretta sull’istituto di credito, un’altra, poco distante, con soste prolungate e passaggi dinamici intorno al perimetro del target, svolgeva la funzione di vedetta mobile, pronta a segnalare “via radio” l’eventuale arrivo delle Forze dell’ordine.

Tutto era coordinato tramite walkie-talkie sintonizzati sulla stessa frequenza, che consentivano alla banda di mantenere un filo diretto tra i “pali” all’esterno e gli uomini impiegati negli scavi per guadagnarsi l’accesso diretto allo stabile da un ingresso secondario.

Il piano prevedeva di completare il foro durante la notte, per poi mascherare l’intrusione all’alba e colpire all’apertura della banca, sfruttando l’effetto sorpresa e l’accesso dall’interno.

La messa in scena è stata però sventata prima del ciak, quando gli agenti della Squadra Mobile, sovrapponendosi allo schema operativo della “banda”, hanno a loro volta cinturato il “teatro degli eventi” e, dopo aver chiuso ogni via di fuga, hanno fatto scattare la rete.

Sono così finiti in manette tutti i complici ed uno di loro è stato disarmato della pistola, rifornita di caricatore e munizioni, che portava al seguito.

Le successive perquisizioni veicolari e domiciliari hanno poi permesso di acquisire e sequestrare il kit allestito per il colpo, tra ricetrasmittenti, arnesi atti allo scasso, passamontagna e guanti in lattice. Nelle tasche di uno dei cinque, gli agenti hanno ritrovato anche la chiave di apertura del lucchetto posto a custodia dei locali manomessi per completare l’irruzione.

La “banda”, composta da cinque uomini italiani di età compresa tra i 26 e i 53 anni, è stata arrestata ed associata carcere di Rebibbia. Tutti gli indagati sono ora gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di tentata rapina aggravata, detenzione e porto abusivo di arma comune da sparo e ricettazione.

L’Autorità giudiziaria ha convalidato l’operato della Polizia di Stato e ha disposto nei loro confronti la custodia cautelare in carcere.

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