La Sinistra di Aprilia: "Nel 2024 si muore ancora di lavoro"
Di seguito e in allegato comunicato stampa dei circoli locali di Sinistra Anticapitalista Aprilia e Rifondazione Comunista Aprilia sull'inadeguatezza della sicurezza sui luoghi di lavoro, a partire da...
Di seguito e in allegato comunicato stampa dei circoli locali di Sinistra Anticapitalista Aprilia e Rifondazione Comunista Aprilia sull'inadeguatezza della sicurezza sui luoghi di lavoro, a partire dalle recentissime tragedie accadute anche ad Aprilia
Per conto di Rifondazione comunista e Sinistra Anticapitalista
Nel 2024, di lavoro si muore e ci si ammala ancora!
Negli ultimi giorni, altri tre lavoratori sono morti sul luogo di lavoro, ad Aprilia, a Cisterna di Latina e a Gambassi Terme vicino Firenze.
Questi “incidenti” (perché così vengono definiti) si aggiungono agli altri “incidenti sul lavoro” che, nel solo 2023, hanno provocato quasi tre morti al giorno.
Alcuni di questi “incidenti” fanno notizia, come nel caso della giovane operaia Luana (descritta dai giornali come una “giovane mamma dal bel volto dagli occhi da cerbiatta, i capelli lunghi e il fisico perfetto” … sic!) che nel 2021 è morta in maniera atroce, risucchiata dagli ingranaggi della macchina tessile con cui lavorava, oppure per le stragi alla ThyssenKrupp di Torino nel 2008 o nel cantiere di Esselunga di quest’anno. Per la maggior parte invece nemmeno le “lacrime di coccodrillo” dei padroni, delle istituzioni e della politica.
Rigettiamo con forza l’idea che le morti sul lavoro siano “incidenti”, “errori”, “distrazioni”: non lo sono mai! Sono, invece, il frutto di un sistema economico e sociale che accetta come fisiologiche le morti sul lavoro, così come le malattie professionali.
Se questi “incidenti” accadono, tutti i giorni, anche 3 o 4 o 5 volte al giorno, è per la scarsità di investimenti da parte delle imprese, i tagli alle istituzioni di sorveglianza, a partire dalla costante riduzione del personale ispettivo, per l’allungamento dell’età pensionabile (fino a 67 anni puoi infatti tranquillamente arrampicarti su una impalcatura o su un tetto di un capannone).
Tra le ragioni ci sono anche gli arretramenti sul piano normativo, non soltanto il lavoro nero, come appare più ovvio, ma anche la precarietà e la catena degli appalti e subappalti e il conseguente scarico di responsabilità. In generale, una delle ragioni è la crescente ricattabilità dei lavoratori e delle lavoratrici, tanto più dopo il Jobs act e la cancellazione dell’articolo 18. L’assenza di tutele, in particolare la tutela a non essere licenziata/o senza un giustificato motivo, rende difficile non soltanto rifiutarsi di svolgere un lavoro se non è garantita la sicurezza, ma persino denunciare il mancato rispetto delle norme.
Per le morti sul lavoro, assistiamo quotidianamente ad un vero e proprio bollettino di guerra.
I dati presentati ogni anno dagli istituti Inps e Inail sono inequivocabili. Le denunce di infortunio presentate all'Inail tra gennaio e dicembre 2023 sono state oltre 585mila, di cui 1.041 mortali. Le malattie professionali quasi 73mila. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Inail nel primo mese del 2024 sono state 42.166 (+6,8% rispetto al gennaio 2023), 45 delle quali con esito mortale (+4,7%). In aumento anche le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 6.218 (+30,7%).
Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale morti sul lavoro, al 21 marzo 2024, sono morti dall'inizio dell'anno 220 lavoratori e lavoratrici sui luoghi di lavoro e altri 65 sulle strade in itinere verso i luoghi di lavoro. Operai stritolati da una macchina, muratori caduti da una impalcatura, agricoltori ribaltati sul loro trattore continuano a morire, a 20 anni come a 50, come a 67.
Alla base delle morti sul lavoro c’è sempre la stessa ragione: il crescente disinteresse per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, considerate solo come un costo, né più né meno di qualsiasi altra voce di spesa.
È ora di dire basta a tutto ciò e di lanciare una mobilitazione vera per la salvaguardia della vita e della salute nei luoghi di lavoro. I morti sul lavoro non sono mai solo incidenti dovuti al caso, ma eventi determinati dal fatto che la sicurezza è una variabile dipendente dal profitto capitalista.
Rifondazione Comunista Aprilia
Sinistra Anticapitalista Aprilia
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