Latina - Avvocatura comunale senza una guida, Ciolfi (M5S): "Scontro al Tar"

"Ci chiediamo - dice Ciolfi - come sia stato possibile lasciare per così tanto tempo senza una vera guida togata un settore strategico per il Comune"

13 agosto 2026 15:39
Latina - Avvocatura comunale senza una guida, Ciolfi (M5S): "Scontro al Tar" -
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L’Avvocatura comunale di Latina torna al centro della scena e questa volta arriva fino al TAR. A riaccendere i riflettori è la rinuncia irrevocabile all’incarico di coordinatrice vicaria presentata il 3 agosto dall’avvocata Alessandra Muccitelli, che ha scelto di mantenere il proprio ruolo di funzionaria avvocata dell’Ente.

Una decisione che, al di là delle motivazioni personali e di salute indicate nella comunicazione, riporta alla luce una questione che l’Amministrazione Celentano non è riuscita a risolvere in oltre tre anni: chi deve guidare e coordinare l’Avvocatura comunale? «Non entriamo nel merito della scelta dell’avvocata Muccitelli – dichiara la consigliera M5S Maria Grazia Ciolfi – ma è inevitabile chiedersi come sia stato possibile lasciare per così tanto tempo senza una vera guida togata un settore strategico per il Comune, soprattutto a Latina, dove la mole di contenzioso è rilevante».

Dopo la scadenza dell’incarico di dirigente e coordinatore conferito dalla precedente amministrazione all’avvocato Francesco Paolo Cavalcanti, infatti, l’Amministrazione Celentano non ha proceduto né al rinnovo né all’individuazione tempestiva di una nuova figura dirigenziale, neppure attraverso una soluzione temporanea ex articolo 110.

La dirigenza è stata affidata ad interim alla Segretaria generale, figura non togata, mentre è rimasta scoperta la guida tecnico-professionale dell’Avvocatura. Una scelta che aveva già suscitato la contestazione dell’Ordine degli Avvocati e che, a distanza di tre anni, continua a rappresentare uno dei nodi irrisolti della struttura e forse la causa principale da cui sono scaturiti tutti i problemi conseguenti.

Del resto, le criticità dell’Avvocatura non arrivano oggi alla ribalta. Sono passate attraverso diverse commissioni Trasparenza, le sigle sindacali le denunciano da anni, la CGIL ha posto con continuità l’attenzione sul caos organizzativo e sulle difficoltà in cui versa il servizio e proprio oggi il sindacato è tornato a chiedere con forza un tavolo di confronto urgente alla Sindaca, all’Assessore al Personale e alla Segretaria generale, per affrontare la situazione organizzativa dell’Avvocatura comunale.

Tra le richieste avanzate figurano il pagamento degli onorari maturati dagli avvocati dell’Ente, la nomina di un dirigente togato e di un coordinatore dell’Avvocatura e il rafforzamento dell’organico della struttura.

Richieste che confermano, ancora una volta, come le criticità organizzative e gestionali denunciate nel corso degli anni siano tutt’altro che risolte. Eppure, già nell’aprile 2024, l’Amministrazione aveva annunciato una riorganizzazione complessiva del settore. Nel corso di una Commissione Trasparenza convocata sulla questione, alla quale partecipai come membro esterno, l’allora assessora Nasti e il direttore generale Agostino Marcheselli avevano illustrato il nuovo Regolamento dell’Avvocatura, presentandolo come imminente e sottolineando la necessità di garantire l’autonomia dell’Avvocatura comunale e distinguere chiaramente le funzioni amministrative da quelle proprie della guida togata. Il Regolamento dopo una lunga gestazione, e un confronto acceso in delegazione trattante, è stato approvato solo nell’aprile 2025, confermando la necessità di una figura togata quale responsabile e coordinatore dell’Avvocatura.

Ma, a distanza di oltre un anno dall’approvazione, quelle previsioni organizzative fondamentali risultano ancora prive di concreta attuazione, con il ruolo di dirigente ancora affidato ad interim alla Segretaria generale, che può svolgere solo mere funzioni amministrative in quanto figura non togata e il coordinamento dell’Avvocatura nuovamente vacante.

Lo stesso Regolamento prevedeva inoltre una disciplina per gli incarichi legali esterni e l’istituzione di un apposito elenco di professionisti. «Un altro paradosso – sottolinea Ciolfi – è che quell’elenco non risulta ancora operativo mentre oggi il Comune è costretto a ricorrere a professionisti esterni per affrontare contenziosi che riguardano proprio l’Avvocatura comunale».

Sempre nell’aprile 2024, la Sindaca aveva annunciato a mezzo stampa anche un potenziamento dell’organico dell’Avvocatura e una nuova collocazione degli uffici, con spazi più adeguati alle esigenze del servizio e degli archivi, nell’ambito della riorganizzazione e del potenziamento degli uffici comunali.

Promesse che, a distanza di oltre due anni, risultano ancora disattese. Nel frattempo, nell’estate 2025, è stato pubblicato il bando per il dirigente avvocato. Una procedura che ha suscitato immediatamente perplessità, sollevate anche dalla CISL FP, che aveva chiesto la revoca del bando e la riapertura dei termini, evidenziando diverse criticità e prospettando il rischio di un contenzioso.

Avevo portato la questione anche in Commissione Trasparenza e Legalità, in una seduta dedicata. Ma alla CISL non fu consentito di illustrare le proprie contestazioni e non solo: la seduta venne successivamente privata del numero legale da parte della maggioranza.

«Anche questa volta – afferma Ciolfi – invece di approfondire le criticità si è preferito non affrontarle. Ma i problemi non scompaiono perché vengono messi sotto il tappeto». Oggi, infatti, quelle stesse questioni sono diventate materia di contenzioso. Alcuni avvocati del Comune hanno impugnato davanti al TAR la procedura concorsuale e l’Ente deve ora difendersi affidando l’incarico a un professionista esterno.

«Sia chiaro: sarà il TAR a stabilire se il concorso sia legittimo. Ma politicamente è evidente che le criticità sollevate non sono state risolte e oggi sono finite davanti a un giudice. Se fossero state approfondite e, ove fondate, corrette per tempo, forse oggi non saremmo qui». Ma il paradosso non si ferma al ricorso sul concorso. È emerso infatti un ulteriore contenzioso relativo al pagamento degli onorari maturati dagli avvocati dell’Ente per le cause vinte dal Comune. Anche per questa vicenda l’Amministrazione ha dovuto ricorrere a un professionista esterno.

«È bene chiarire un punto – sottolinea Ciolfi –: il paradosso non è che degli avvocati abbiano fatto causa al proprio Comune. Gli avvocati dell’Ente sono lavoratori dell’Amministrazione e, come tutti i dipendenti, sono titolari di diritti e interessi che devono essere riconosciuti e tutelati. Il vero paradosso è che, dopo oltre tre anni di gestione provvisoria e senza una guida togata stabile, si sia arrivati a una situazione nella quale il Comune deve ricorrere a professionisti esterni anche per controversie che nascono all’interno della propria Avvocatura».

A complicare ulteriormente il quadro c’è poi la sospensione dello stesso concorso, disposta dall’Amministrazione e motivata all’epoca con la necessità di individuare la commissione esaminatrice.

«È possibile che dopo oltre un anno non si riesca ancora a trovare una commissione per un concorsocosì importante? È una domanda alla quale l’Amministrazione dovrebbe dare una risposta». Ora arriva anche la rinuncia della coordinatrice vicaria e, a settembre, è prevista l’uscita della Segretaria generale dal Comune, destinata a un incarico presso la Provincia.

Il risultato è una situazione paradossale: l’Avvocatura si ritrova senza una guida togata stabile, con il coordinamento nuovamente vacante, un concorso sospeso e impugnato, due distinti contenziosi che richiedono il ricorso a professionisti esterni e una richiesta sindacale urgente per affrontare le gravi criticità organizzative della struttura.

«La Sindaca – conclude Ciolfi – si ritrova oggi a raccogliere le conseguenze di una serie di scelte che avrebbero dovuto essere affrontate molto prima: la mancata individuazione tempestiva di una guida togata gli anni trascorsi senza una direzione stabile, un Regolamento che non ha prodotto la riorganizzazione annunciata, le criticità segnalate dalle organizzazioni sindacali, il mancato approfondimento in Commissione Trasparenza, la sospensione della procedura concorsuale, il ricorso al TAR, il contenzioso sugli onorari, la necessità di ricorrere a professionisti esterni e la rinuncia della coordinatrice vicaria e la partenza della Segretaria generale».

«Questa Amministrazione ha commesso un errore fondamentale: non ha dato subito una guida qualificata all’Avvocatura, pensando di poter rimandare il problema. Si poteva procedere contemporaneamente con una soluzione temporanea e con il concorso per la copertura definitiva. Non è stato fatto. E oggi i nodi vengono al pettine, uno dopo l’altro».

«Se ci si fosse messi scientemente a complicare una situazione che avrebbe richiesto una soluzione semplice e lineare, probabilmente sarebbe stato difficile fare peggio. A questo punto, però, una domanda politica è inevitabile: siamo davvero di fronte soltanto a una sequenza di errori, peraltro troppo numerosi e macroscopici per non suscitare interrogativi, oppure dobbiamo interrogarci sulle conseguenze di scelte che, una dopo l’altra, hanno finito per indebolire l’autonomia dell’Avvocatura comunale, lasciandola per anni senza una guida togata stabile? Non attribuiamo intenzioni che non possiamo dimostrare. Ma i fatti sono sotto gli occhi di tutti: una struttura strategica è stata lasciata senza una piena guida professionale, il coordinamento è nuovamente vacante, il concorso è sospeso e impugnato, emergono contenziosi interni e il Comune è costretto a ricorrere a professionisti esterni.

Perché una cosa è governare un’Avvocatura, altra cosa è governare senza un’Avvocatura realmente autonoma. E quando una struttura deputata alla tutela giuridica dell’Ente viene lasciata senza una guida togata stabile, il rischio è che la sua autonomia venga indebolita e che possa diventare più facilmente esposta a condizionamenti esterni. È un interrogativo politico serio, al quale l’Amministrazione Celentano dovrebbe dare una risposta».

«Governare – conclude la consigliera M5S – significa anche prevenire i problemi, non aspettare che esplodano. L’Avvocatura comunale ha bisogno di una guida, di stabilità, di competenza e di un organico adeguato. Non può essere lasciata in balia delle onde. Perché i problemi messi sotto il tappeto non scompaiono: prima o poi tornano al pettine. E quello dell’Avvocatura, oggi, è arrivato fino al TAR».