Latina - Crepe nella maggioranza, i dem: "Sullo sport tutte le difficoltà dell'amministrazione"

Campagna e Majocchi (PD): “Dallo stadio al Palaboxe, dalla piscina ai bagnini: mentre il centrodestra litiga, Latina paga il prezzo di un’amministrazione senza una direzione”

24 agosto 2026 15:47
Latina - Crepe nella maggioranza, i dem: "Sullo sport tutte le difficoltà dell'amministrazione" -
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Neanche agosto ha portato un po’ di pace e serenità a Latina. Lo sostengono Campagna e Majocchi del Pd.

“Proprio nel cuore dell’estate - dicono i due consiglieri comunali di opposizione - stanno esplodendo, una dopo l’altra, le contraddizioni di una maggioranza sempre più attraversata da divisioni e di un’amministrazione che sembra costretta a rincorrere i problemi invece di governarli”.

L’ultimo episodio arriva direttamente dalle file della maggioranza. “Il consigliere di Forza Italia Giuseppe Coriddi - dicono i due dem - ha messo pesantemente in discussione il metodo dell’amministrazione sul bilancio e sull’urbanistica, denunciando migliaia di pratiche di condono ancora ferme, criticando la gestione degli uffici e chiedendo un cambio di passo. Ma soprattutto ha annunciato che Forza Italia non sarebbe più disponibile a votare “a scatola chiusa” il bilancio di previsione.

È un fatto politico tutt’altro che secondario: un partito della maggioranza chiede pubblicamente maggiore trasparenza e un diverso indirizzo politico alla stessa amministrazione che sostiene. E non è l’unica crepa”.

Sul tema dello sport è andato in scena nelle ultime settimane un pesante contrasto tra Dino Iavarone e Noi Moderati, con posizioni contrapposte proprio sulle scelte dell’amministrazione in materia di impiantistica e gestione dello sport cittadino. “Ed è proprio qui - aggiungono Campagna e Majocchi - che emerge un problema che, a nostro avviso, riguarda il modo in cui il centrodestra ha sempre interpretato lo sport a Latina. Ridotto alla stregua di un terreno di consenso politico, una somma di inaugurazioni, annunci e rapporti di forza. Per noi avrebbe bisogno di una strategia: impianti, associazioni, accessibilità, sport di base, agonismo, giovani, inclusione, manutenzione e programmazione devono stare dentro una visione complessiva dello sviluppo della città. Invece, ancora una volta, assistiamo a uno scontro politico sugli impianti senza che emerga una vera politica sportiva per Latina”.

Il caso più evidente è quello del Francioni, dove il botta e risposta tra l’assessore Chiarato e il Latina Calcio ha assunto toni particolarmente duri. “L’amministrazione rassicura sulla permanenza della squadra allo stadio, - dicono i due dem - mentre la società ha contestato pubblicamente le ricostruzioni dell’assessore e il modo in cui viene gestita la vicenda. Non è normale che una delle principali realtà sportive della città arrivi a rivolgersi in questi termini all’amministrazione comunale. E non è normale che, a poche settimane dall’inizio della stagione sportiva, continui a non esserci quella chiarezza che dovrebbe essere garantita da mesi. Ma il Francioni non è un caso isolato.

C’è il Palaboxe, una struttura pubblica sulla quale da tempo permangono interrogativi e criticità legati alla gestione e alle procedure amministrative. Una vicenda che ha richiesto numerosi accessi agli atti e interrogazioni e sulla quale è intervenuta più volte anche la consigliera comunale Valeria Campagna, proprio per ottenere chiarezza su una struttura che dovrebbe essere una risorsa per lo sport cittadino e non l’ennesimo problema amministrativo.

C’è la piscina comunale, con le difficoltà che continuano a pesare sul futuro e sulla piena fruibilità dell’impianto.

E c’è l’impianto Vincenzo D’Amico, che si aggiunge a una lista sempre più lunga di strutture sulle quali l’amministrazione non sembra riuscire a garantire tempi certi, programmazione e una prospettiva chiara.

La maggioranza rivendica investimenti e una nuova stagione per lo sport, ma la cronaca racconta conflitti, ritardi, incertezze e strutture che continuano a essere al centro delle polemiche.

E non va meglio sul fronte della stagione estiva.

Se giugno e luglio hanno già evidenziato tutte le difficoltà della gestione dell’assessore Di Cocco, agosto ne ha certificato il fallimento.

Bagnini, sicurezza del litorale, programmazione, eventi e promozione: una serie di problemi che hanno finito per compromettere quella che avrebbe dovuto essere la stagione nella quale Latina valorizzava finalmente il proprio mare.

Invece, nel pieno dell’estate, ci siamo ritrovati con l’assenza di un vero cartellone, una programmazione culturale praticamente inesistente e una gestione dei servizi sul litorale costellata di criticità.

Una stagione estiva che, per usare una metafora inevitabile, ha fatto acqua da tutte le parti.

E intanto restano sul tavolo anche le questioni delle mense scolastiche, del trasporto pubblico e della manutenzione delle strade. Problemi diversi, ma accomunati da una stessa modalità: intervenire quando l’emergenza è già esplosa, invece di programmare per tempo.

È esattamente la critica che arriva oggi anche dall’interno della maggioranza sul fronte dell’urbanistica: condoni fermi da anni, pratiche arretrate, risorse potenzialmente disponibili che non vengono intercettate e un’amministrazione accusata di rincorrere le emergenze.

A questo punto è difficile continuare a parlare di singoli episodi.

C’è un problema politico più generale.

La maggioranza Celentano appare sempre più divisa sui temi fondamentali dell’amministrazione: Forza Italia critica il metodo sul bilancio e sull’urbanistica, Noi Moderati e Dino Iavarone si confrontano duramente sullo sport, il Latina Calcio attacca l’assessore sul Francioni e, contemporaneamente, continuano a sommarsi criticità su impianti sportivi, stagione estiva e servizi.

Abbiamo superato da tempo la dialettica interna.

È una maggioranza che fatica a trovare una linea comune e un’amministrazione che, troppo spesso, sembra arrivare dopo i problemi anziché prevenirli.

La sindaca Celentano dovrebbe prenderne atto e assumersi le sue responsabilità. Con questa maggioranza amministrativa non può esserci alcun futuro. Troppe liti intestine, troppi micro interessi che si scontrano sulla pelle dei cittadini di Latina.

Agosto avrebbe potuto essere il mese della pausa, della programmazione e della preparazione della ripartenza di settembre.

È diventato invece il mese nel quale sono esplose le contraddizioni accumulate durante tutto l’anno.

E settembre rischia di essere ancora più difficile.

Noi continueremo a fare il nostro lavoro: controllare gli atti, chiedere trasparenza, denunciare le inefficienze e incalzare l’amministrazione sulle risposte che Latina aspetta.

Perché mentre il centrodestra discute al proprio interno, Latina non può più aspettare.”