Tari, il Comune di Aprilia perde in Cassazione con Esselunga e “il conto per i cittadini supera i 60 mila euro”.
L'attacco del presidente provinciale di Italia Viva, Vincenzo Giovannini, che denuncia il danno erariale ed un “metodo sbagliato”.
Il Comune di Aprilia perde definitivamente la battaglia legale in Cassazione contro Esselunga sulla TARI del parcheggio di via Misurata, accumulando un conto salatissimo per i cittadini. L’attacco arriva dal presidente provinciale di Italia Viva, Vincenzo Giovannini, che denuncia un “metodo sbagliato”, oltre ad un danno erariale complessivo ben superiore ai 60 mila euro. “Oltre a non incassare i 45mila euro richiesti, - spiega Giovannini - l’Ente dovrà infatti pagare oltre 18mila euro solo per l’ultimo grado di giudizio, inclusa una sanzione di 5mila euro per ricorso “manifestamente infondato”. Il presidente provinciale di Italia Viva punta il dito contro l’Ufficio Tributi, accusato di vessare da anni agricoltori e cittadini con cartelle esorbitanti per immobili chiusi o aree non produttive di rifiuti. Alle Commissarie viene lanciato un appello: “applicare il regolamento comunale con buon senso e fermare questa scia di contenziosi persi”.
“Si tratta di un ricorso - spiega Giovannini - che l’Amministrazione aveva già perso nei primi due gradi di giudizio.
IL CONTO PER I CITTADINI
Oltre a non incassare i 45.821€ richiesti, il Comune ora deve pagare solo per il grado di Cassazione 18.047,20€:
16.200€ di condanna al pagamento delle spese: €5.500 + €200 + €5.500 + €5.000
1.847,20€ di parcella all’avvocato esterno incaricato dal Comune, l’avv. Francesca D’Addario
Dei 16.200€, 5.000€ sono di ammenda disposta dalla Corte perché il ricorso del Comune è stato ritenuto "manifestamente infondato". Non sono spese legali. È una sanzione.
A questo vanno aggiunte le spese legali del Comune per i primi due gradi di giudizio. Danno totale ben oltre i 60.000€.
IL METODO SBAGLIATO
Questo caso non è isolato. È la fotografia di un metodo che va avanti da anni all’Ufficio Tributi.
Da anni il Comune tartassa con cartelle TARI esorbitanti capannoni agricoli, coltivatori diretti e immobili chiusi. Arrivano avvisi da 15.000€, 50.000€ fino a 400.000€.
IL PRINCIPIO È SEMPLICE
La TARI è una tassa sui rifiuti. Quindi si paga solo se produci rifiuti.
Nulla è dovuto quando:
Il capannone agricolo è funzionale all’azienda e non produce rifiuti urbani
Il capannone è chiuso e non ha utenze attive
I parcheggi e le aree pertinenziali dove non si producono rifiuti
Le case sono chiuse e non hanno allacci di utenze: luce, acqua, gas
In tutti questi casi l’imposizione è illegittima. Continuare a notificare avvisi significa scaricare sui cittadini i costi di un errore dell’Ente. È questo che ha portato al danno erariale.
Chiediamo con forza alle Commissarie di fermare subito questo meccanismo e di applicare il regolamento con buon senso e nel rispetto della legge.
La TARI è una tassa giusta quando è applicata in modo giusto. Quando diventa vessazione è un danno per i cittadini e per il Comune”.
29.5°