L’autore romano Augusto Testa presenta a Priverno la sua ultima opera
L’autore romano Augusto Testa presenta a Priverno, sua città di adozione, la sua ultima opera. Sabato 24 giugno alle 17.30, presso la Sala delle Cerimonie del Palazzo Comunale, verrà presentato al pub...
L’autore romano Augusto Testa presenta a Priverno, sua città di adozione, la sua ultima opera. Sabato 24 giugno alle 17.30, presso la Sala delle Cerimonie del Palazzo Comunale, verrà presentato al pubblico la raccolta di poesie in dialetto romanesco intitolata “Er Rione”. La serata è organizzata dalla sezione locale della Pro Loco.
Interverranno il sindaco Anna Maria Bilancia, l’assessore alla cultura Sonia Quattrociocche, l’editore Laura Capone ed il critico Sandro Trani.
Il panorama culturale di Priverno si arricchisce di un nuovo poeta. Si tratta di Augusto Testa, romano verace, da diversi anni residente a Priverno, che pubblica una raccolta di poesie in dialetto romanesco intitolato “Er Rione”.
Augusto Testa non è nuovo come autore avendo già pubblicato “Lettere a mia moglie”, e “Petali d’amore”, mentre ancora, alcune sue poesie sono state inserite in antologie poetiche, non ultima quella edita dal Gruppo Arte Libera “Poesie in libertà”. Augusto sta diventando un buon personaggio a Priverno visto la sua prolificità in materia di poesie. “Er Rione”, vuole essere un ritorno al passato, alle rimembranze di un tempo già vissuto nella sua Roma quando il quartiere di Trastevere respirava aria pulita e pullulava di fraterne amicizie.
I ricordi nostrani di Augusto Testa tengono banco nelle sue poesie affettuosamente scritte con pugno nostalgico. Le sue memorie di una vita vissuta all’insegna di una vita solidale, quando gli amici e “quei tempi” erano più semplici e spensierati. Il tratto di Roma degli anni ’60, ma anche alcune poesie su Priverno, la sua seconda patria. Ma, quello che più colpisce, in questa silloge è Roma, una Roma sparita, come nelle foto di un tempo. Un quadro affascinante, incantevole del piccolo popolo romano che vive alla giornata, ma che si dava un gran da fare e dunque viveva più sereno. Nostalgie, rimembranze, memorie di una vita che non c’è più e che Augusto Testa ama riproporre ai suoi lettori con gusto goliardico, ironico, giocoso, compassato, ma anche semplice nello stile. Non c’è, nelle sue poesie, traccia di rovine, ma solo bei ricordi di una vita tranquilla, vissuta con grande senso del “volemose bene”.
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