Maxi blitz contro la ‘ndrangheta: i Carabinieri eseguono all’alba 65 arresti. Perquisizioni nei Comuni di Anzio e Nettuno. Il gip: "Nelle intercettazioni il sostegno alla candidatura di De Angelis"

Maxi blitz all’alba di oggi contro la ‘ndrangheta: i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma eseguono 65 arresti tra la Capitale e la provincia, contro un’organizzazione criminale di stampo mafios...

A cura di Redazione
17 febbraio 2022 08:46
Maxi blitz contro la ‘ndrangheta: i Carabinieri eseguono all’alba 65 arresti. Perquisizioni nei Comuni di Anzio e Nettuno. Il gip: "Nelle intercettazioni il sostegno alla candidatura di De Angelis" -
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Maxi blitz all’alba di oggi contro la ‘ndrangheta: i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma eseguono 65 arresti tra la Capitale e la provincia, contro un’organizzazione criminale di stampo mafioso. L’operazione – coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma - ha portato a 65 arresti  (39 in carcere e 26 ai domiciliari), tra Roma e il territorio provinciale, comprese le città di Anzio e Nettuno.

In manette sono finiti anche i presunti affiliati ad una locale romana della 'ndrangheta che, secondo la ricostruzione degli inquirenti capitolini, aveva assunto il controllo del territorio nel litorale a sud di Roma, infiltrandosi nelle pubbliche amministrazioni e gestendo operazioni di narcotraffico internazionale. Ad alcuni indagati è contestata l’associazione di stampo mafioso. Sono ancora in corso perquisizioni e sequestri.

 

"Ha sbancato proprio su tutti", "abbiamo vinto le elezioni". Secondo quanto si legge nell'ordinanza del gip di Roma, Livio Sabatini, il giorno dopo l'elezione comunali di ANZIO del 2018, vengono intercettate "conversazioni di eccezionale valore probatorio rivelatrici del sostegno offerto dalle famiglie calabresi in favore di De Angelis", il sindaco del Comune, che, a quanto si apprende, non è indagato nell'inchiesta. Il fascicolo è quello che ha portato all'arresto di 65 persone, accusate a vario titolo per un presunto gruppo legato alla 'ndrangheta che, secondo gli inquirenti, puntava a colonizzare l'area sud del litorale capitolino, capace di trafficare stupefacenti e reinvestire i fondi della malavita nella gestione dei rifiuti. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, cessione e detenzione di droga ai fini di spaccio, estorsione aggravata, detenzione illegale di armi, fittizia intestazione di beni e traffico illecito di rifiuti aggravato da metodo mafioso.

Durante le perquisizioni sono stati spenti i computer di tutti i dipendenti ed è stato vietato l’ingresso a tutti i consiglieri comunali.