Nel carcere minorile di Casal del Marmo sequestrati smartphone e hashish
Nel medesimo contesto si sono registrati anche nuovi episodi di scavalcamento e un ulteriore evento critico, con alcuni detenuti dei reparti 233 e femminile
Quattro smartphone, due caricabatteria e circa 58 grammi di hashish sono stati rinvenuti nella mattinata di ieri all'interno dell'Istituto Penale per i Minorenni di Casal del Marmo, a Roma, nel corso di una ordinaria attività di perquisizione eseguita dal personale della Polizia Penitenziaria. Nel medesimo contesto si sono registrati anche nuovi episodi di scavalcamento e un ulteriore evento critico, con alcuni detenuti dei reparti 233 e femminile che hanno oltrepassato le aree verdi dell'istituto, rifiutandosi inizialmente di fare rientro nei rispettivi reparti.
A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che esprime il proprio plauso agli appartenenti al Corpo per la professionalità e la tempestività dimostrate.
«Ancora una volta – afferma il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece – emerge con assoluta evidenza quanto sia determinante il lavoro quotidiano della Polizia Penitenziaria nel garantire la sicurezza degli istituti penitenziari. Il sequestro di telefoni cellulari, caricabatteria e sostanza stupefacente conferma l'efficacia dell'attività di vigilanza, controllo e perquisizione svolta dal personale, che ogni giorno opera con grande senso del dovere per contrastare l'ingresso e la circolazione di oggetti illeciti destinati ad alimentare traffici e condotte criminali anche all'interno delle strutture detentive».
Capece evidenzia come «gli episodi di scavalcamento e il rifiuto di alcuni detenuti di rientrare nei reparti dimostrino quanto sia complessa la gestione quotidiana degli istituti penali minorili e quanto sia indispensabile assicurare agli operatori strumenti adeguati, organici sufficienti e il pieno sostegno dell'Amministrazione».
Sulla vicenda interviene anche il Segretario Nazionale del SAPPE per il Lazio, Maurizio Somma: «Gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria continuano a garantire, con professionalità e spirito di sacrificio, ordine e sicurezza anche in situazioni caratterizzate da continue criticità. Il rinvenimento del materiale illecito e la gestione dell'evento critico testimoniano l'elevato livello di attenzione del personale, che opera in condizioni spesso difficili e con organici non sempre adeguati alle reali esigenze operative».
Il SAPPE rinnova pertanto l'appello alle istituzioni affinché siano adottati interventi concreti per rafforzare la sicurezza degli istituti penitenziari minorili, incrementare gli organici della Polizia Penitenziaria e dotare il personale di strumenti tecnologici sempre più efficaci per prevenire l'introduzione di telefoni cellulari, droga e altri oggetti non consentiti.
«La sicurezza delle carceri – conclude Capece – passa innanzitutto attraverso la valorizzazione del lavoro della Polizia Penitenziaria. Ogni sequestro effettuato e ogni situazione critica riportata sotto controllo rappresentano un servizio reso non solo all'Amministrazione penitenziaria, ma all'intera collettività».
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