"Nel nuovo Piano Rifiuti Regionale l'ombra del termovalorizzatore di Santa Palomba"
"Il recente aggiornamento della pianificazione regionale - spiega il M5S - sembra che andrà a cristallizzare la scelta del termovalorizzatore di Roma, facendone l'asse portante della strategia laziale"
"L'ombra del termovalorizzatore di Santa Palomba continua a allungarsi sul futuro del Lazio, ma oggi il quadro si arricchisce di un nuovo capitolo che sa di beffa: l’annuncio del nuovo Piano Rifiuti Regionale 2026-2031". Lo spiega il M5S di Pomezia.
"Il recente aggiornamento della pianificazione regionale - spiegano i 5 stelle - sembra che andrà a cristallizzare la scelta del termovalorizzatore di Roma, facendone l'asse portante della strategia laziale per i prossimi anni. Nonostante le promesse di un’economia circolare, il piano punterebbe tutto sul "bruciare", con l'obiettivo regionale della differenziata al 65% spostato al 2028, quasi a giustificare la necessità di un impianto che tratti l'enorme mole di indifferenziato prodotta dalla Capitale.
La realizzazione dell'impianto a Santa Palomba non è l'errore di un singolo, ma il risultato di una colpevole convergenza politica.
La Regione Lazio sta avallando di fatto il progetto nel nuovo piano, preferendo la "pace politica" alla tutela ambientale e dei cittadini.
In questo scenario, la posizione del Comune di Pomezia appare quantomeno controversa. Sebbene a parole schierata contro l'opera, l'azione dell'amministrazione è apparsa spesso tardiva e poco incisiva nei confronti della Regione.
Pomezia non è riuscita a fare "muro" in Regione insieme agli altri comuni limitrofi (come Albano, Ardea e gli altri comuni di centrodestra) con la necessaria forza politica per bloccare l'iter.
Accettare passivamente le decisioni regionali significa condannare Pomezia a diventare, insieme a Santa Palomba, il terminale dei rifiuti di una Capitale che non sa gestire i propri scarti.
Per questo abbiamo protocollato una mozione per impegnare la Giunta a contrastare in ogni modo questo nuovo piano rifiuti dimostrando con i fatti, e non solo con la presenza a qualche manifestazione, di lottare per difendere il proprio territorio".
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