Omicidio Dibba, interrogati i due arrestati: restano in carcere

All'udienza hanno preso parte anche il procuratore capo Gregorio Capasso e l'aggiunto Luigia Spinelli. Sono accusati di omicidio pluriaggravato dai futili motivi e dalla premeditazione.

28 settembre 2026 15:02
Omicidio Dibba, interrogati i due arrestati: restano in carcere -
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Omicidio Dibba, nessuno risponde al gip. Interrogatorio di convalida questa mattina per i due fermati dalla Procura di Latina nell’ambito del delitto avvenuto il 16 settembre scorso a Latina. Vittima Ibrahim Dibba, 27 anni, freddato con tre colpi di pistola. Davanti al gip del Tribunale pontino Gaetano Negro, è comparso Ferdinando Pescio Di Silvio, in contemporanea, presso il Tribunale per i Minori di Roma, è stato sentito anche il 16enne ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio. I due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice aggiunta Luigia Spinelli mentre per la Procura per i Minorenni procede la dottoressa Giulia Bisello. Determinanti per l’esito delle indagini le immagini della videosorveglianza della zona.

A difendere il sedicenne l'avvocato Sandro Marcheselli. Pescio, figlio di Costantino Patatone Di Silvio è assistito dall'avvocato Luca Amedeo Melegari.

All'udienza hanno preso parte anche il procuratore capo Gregorio Capasso e l'aggiunto Luigia Spinelli.

Le accuse per entrambi sono di omicidio pluriaggravato dai futili motivi e dalla premeditazione.

Dopo alcune ore la decisione: per i due arrestati resta confermata la detenzione in carcere, emesse due distinte ordinanze di custodia cautelare.

Si profila, invece, un doppio incidente probatorio per i due testimoni chiave del delitto: la compagna di Dibba e l’immigrato algerino che giura di aver visto sparare il sedicenne Di Silvio, avvicinatosi al 27enne gambiano mentre la Kia Picanto lo aspettava sulla circonvallazione.