Processione del Venerdì Santo e mostra fotografica a Priverno.

Processione del Venerdì Santo domani sera nel borgo storico di Priverno, a partire dalle 20.30. Per l’occasione la Pro Loco cittadina ha organizzato anche una mostra fotografica sotto i Portici Comuna...

A cura di Redazione
11 aprile 2019 12:00
Processione del Venerdì Santo e mostra fotografica a Priverno. -
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Processione del Venerdì Santo domani sera nel borgo storico di Priverno, a partire dalle 20.30. Per l’occasione la Pro Loco cittadina ha organizzato anche una mostra fotografica sotto i Portici Comunali di Piazza Giovanni XXIII, che si potrà visitare sino al prossimo 22 aprile. Il titolo della mostra è “La storia, i volti, le emozioni della processione millenaria del Venerdì Santo di Priverno raccontata attraverso immagini scattate in anni diversi. Dalla pellicola al digitale” (foto di Romolo Grenga).

Iconografia
e realtà:

Tengo
stretta la vecchia seggiola impagliata, mi seggo e osservo. Le ossa sono
fragili, il busto inerme, la mano tremula, ma lo sguardo no, quello non può
invecchiare. Io sono la memoria, io sono il ricordo, io sono la tradizione. Sono
le ore 20.30 in punto di Venerdì Santo. Il Borgo diviene luogo di
“Perdissione”.

Sulla
sommità della scala, il Cataletto, domina la Piazza. Quadri e statue, le
Macchine, portate in spalla da giovani aitanti, rappresentano i misteri della
Passione. Sento quel peso che mi soffoca.

Volti
scultorei carichi di pathos si fanno largo tra la folla ed improvvisamente si
arrestano al segnale delle Confraternite : tristi canti corali echeggiano nelle
stazioni della via Crucis.

Il
fioco barlume delle lanterne tinge di bianco silhouette vestite di un lungo
saio e dal volto coperto che come pedine di una dama affiancano due tetre
figure nascoste.

Il
suono metallico si fa spazio nel silenzio dell’oscurità, stridore che ancora
addolora le caviglie e il cuore.Arrancano scalzi, incatenati, sorreggono una
grossa croce; la loro identità è segreta, nota solo all'arciprete e al
comandante dei carabinieri. Sono i pentiti, sono i Sacconi!

La
gente ti fissa, ti scruta, ti teme Io sono la memoria, io sono il ricordo, io
sono il mistero.