Processo Salvagni, il padre: "C'è chi tenta di ritrattare in aula, Federico merita rispetto"

Nuova udienza presso il Tribunale di Latina nel processo per l'omicidio stradale di Federico Salvagni, il sedicenne tragicamente travolto e ucciso la notte di Ferragosto

23 settembre 2026 17:12
Processo Salvagni, il padre: "C'è chi tenta di ritrattare in aula, Federico merita rispetto" -
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Nuova udienza presso il Tribunale di Latina nel processo per l'omicidio stradale di Federico Salvagni, il sedicenne tragicamente travolto e ucciso la notte di Ferragosto sul litorale tra Terracina e il Circeo. L’udienza di oggi 23 settembre 2026 ha fatto registrare momenti di aspro confronto a causa delle deposizioni di alcuni testimoni chiave legati all'imputato, Gioacchino Sacco, accusato di aver investito il giovane per poi darsi alla fuga.

Al centro dei riflettori è finita la deposizione di M. B., ex fidanzata dell'imputato. Nelle prime fasi delle indagini, ascoltata a sommarie informazioni testimoniali (SIT) dagli investigatori, la donna aveva rilasciato dichiarazioni pesantissime: aveva infatti messo a verbale che quella notte Sacco era palesemente ubriaco, che aveva investito una persona e che stava cercando un rifugio a casa sua per nascondersi.

I dietrofront in aula e i dubbi sulla difesa

Davanti al collegio giudicante l'atteggiamento della testimone è cambiato radicalmente. Inizialmente la donna ha provato a rinnegare l'intero verbale, cadendo però in ripetute contraddizioni sotto la pressione delle domande. Solo dopo diversi tentennamenti e con probabile reticenza, ha finito per confermare la sostanza di quanto dichiarato in precedenza.

A sollevare forti dubbi etici e procedurali da parte dei presenti e dei familiari della vittima è un intreccio di date e mandati legali. Lo scorso 13 luglio M.B. è stata arrestata per altre vicende e ha nominato come proprio avvocato di fiducia lo stesso legale che assiste Sacco. Il giorno successivo, il 14 luglio (udienza poi slittata), la donna avrebbe dovuto testimoniare proprio contro l'assistito del suo stesso difensore. Una concomitanza che, secondo chi segue il caso da vicino solleva lo spettro di condizionamenti dietro il tentativo di ritrattazione in aula.

Le reticenze degli amici dell'imputato

L'udienza ha visto sfilare anche due amici di Sacco, con i quali l'uomo si trovava a cena la sera del dramma. Anche in questo caso le risposte fornite ai giudici hanno destato forti perplessità:

·         Sui consumi di alcol: Alla domanda se l'imputato avesse bevuto vino, la risposta è stata negativa, giustificata dal fatto che Sacco soffrirebbe di "glicemia alta".

·         Sulla presenza a cena: Alla domanda diretta per confermare la presenza dell'uomo in casa, il testimone ha risposto con un evasivo "non mi ricordo".

Le incongruenze si sommano a quelle della scorsa udienza, dove altri due testimoni dell'entourage dell'imputato erano già stati bollati come inattendibili dallo stesso collegio giudicante per aver modificato le versioni fornite in precedenza.

La rabbia dei familiari: "Federico merita rispetto"

Quanto emerso in aula ha surriscaldato gli animi anche fuori dal tribunale, dove non sono mancate contestazioni verbali. Al termine del dibattimento, l'amarezza per quanto accaduto è sfociata nello sfogo dei cari di Federico, determinati a chiedere che si indaghi fino in fondo su eventuali ipotesi di falsa testimonianza.

La richiesta della famiglia resta ferma: “nessuna concessione a strategie processuali opache e massima chiarezza da parte delle istituzioni affinché la memoria del sedicenne riceva il rispetto e la giustizia che merita”.

Si torna in aula ora il 14 ottobre. Scadenzate anche le udienze del 23 ottobre e del 18 novembre.