Referendum sulla Giustizia: gli umori della politica. Le varie reazioni nelle province di Latina e Roma.
Le varie reazioni degli esponenti politici delle province di Latina e Roma.
“Vittoria netta del No, segnale forte anche dal Lazio”. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Salvatore La Penna ringrazia cittadini, militanti, comitati e rilancia: “Ora avanti con il lavoro per costruire un’alternativa di governo. Una vittoria del No straordinaria e netta, con un’affluenza oltre le previsioni. Un ringraziamento a tutte le italiane e gli italiani che hanno compreso la delicatezza e l’importanza di questa battaglia e si sono mobilitati in maniera generosa, in particolar modo tantissimi giovani. Un segnale molto chiaro che arriva anche dal Lazio, dove il voto ha confermato con forza questo orientamento”.
«Grazie a tutti i nostri militanti, dirigenti e amministratori che si sono spesi in tutti i territori, animando una campagna sui contenuti insieme ai comitati per il No, ai magistrati, alle associazioni e a tante energie delle nostre comunità. Un plauso alla nostra segretaria, Elly Schlein, per il coraggio, la passione e l’impegno. Avremo modo di tornare nel merito della questione oggetto del referendum; certamente questo risultato - sottolinea - rappresenta anche un segnale chiaro contro quel mix di inadeguatezza e arroganza che sta caratterizzando la stagione di governo della destra. Da domani - conclude La Penna - continua il lavoro per costruire un’alternativa pronta al governo, a livello nazionale e regionale”.
Il segretario provinciale del Partito Democratico, Omar Sarubbo ringrazia cittadini, militanti e comitato del No: “Dagli italiani un messaggio chiaro: la Costituzione si cambia insieme, non con la forza”.
“Grazie Italia, grazie Latina. Registro, a caldo, che l’affluenza alle urne, superiore alle aspettative, è il primo dato politico rilevante. È la prova che siamo un Paese vivo, attento e custode della propria democrazia. La vittoria del No invia un messaggio inequivocabile al governo Meloni e a quelli futuri: la Costituzione della Repubblica italiana è stata scritta insieme e insieme si cambia, non con la prevaricazione di una parte sull’altra”.
“Oggi la maggioranza delle donne e degli uomini del nostro Paese - continua Sarubbo - ha attivato gli anticorpi necessari per difendere la sacralità della Carta costituzionale. È fallito il tentativo della destra di trasformare la magistratura nel capro espiatorio dei problemi del Paese o in un alibi per le incapacità dell’esecutivo. Il sistema della giustizia - aggiunge il segretario dem - deve essere migliorato, certamente, ma lo si faccia in Parlamento. Si intervenga per potenziare e qualificare gli organici, così da supportare le indagini e garantire alla collettività tempi brevi e certi dei processi. Lo si deve a ogni singola persona, indipendentemente da come abbia votato a questo referendum, perché l’aspirazione a una giustizia che funziona è un sentimento diffuso, un bisogno collettivo. Grazie a tutti i militanti del PD, al comitato del No e a tutte le cittadine e i cittadini della provincia di Latina - conclude - per il contributo fornito a questa storica vittoria».
Il Comitato “Giusto dire NO” di Aprilia esprime grande soddisfazione per l’esito del referendum nazionale sulla giustizia, che ha visto la netta affermazione del NO.
“A livello nazionale, milioni di cittadine e cittadini hanno respinto una riforma sbagliata e pericolosa, con il NO che si è imposto con circa il 54% dei consensi, a fronte di un’affluenza significativa, ben oltre le attese. Un risultato chiaro, che segna una battuta d’arresto per il Governo e riafferma il valore dell’equilibrio tra i poteri dello Stato. Anche Aprilia - scrive il Comitato - ha dato un segnale forte e inequivocabile: oltre 30.000 cittadini si sono recati alle urne, e il NO ha prevalso con più di 16.000 voti, confermando una partecipazione ampia e consapevole. Particolarmente rilevante è stata la forte affluenza, che rappresenta un dato politico tutt’altro che scontato. In un tempo spesso raccontato come segnato da disillusione e distanza dalla politica, la partecipazione registrata dimostra invece che, quando i temi sono sentiti e ben spiegati, le persone tornano protagoniste.
In questo quadro, è stato evidente anche il coinvolgimento di tanti giovani, che hanno preso parte al voto e alla campagna referendaria con energia e consapevolezza. Un segnale importante: non solo perché smentisce il luogo comune dell’apatia generazionale, ma perché indica la presenza di una nuova domanda di partecipazione, più informata, più esigente, più attenta alla qualità delle scelte pubbliche.
Un risultato che parla di una comunità attenta, che non si lascia trascinare da slogan semplici su temi complessi, ma che sceglie con responsabilità. Aprilia dimostra ancora una volta di essere una città viva, capace di mobilitarsi e di difendere i principi fondamentali della nostra democrazia.
La vittoria del NO non è soltanto un voto contrario a una riforma, ma è un messaggio politico chiaro: la giustizia ha bisogno di riforme serie, condivise e coerenti, non di interventi divisivi e squilibrati. Il Comitato “Giusto dire NO” ringrazia tutte le cittadine e i cittadini che hanno partecipato, i volontari e le volontarie che hanno animato questa campagna, e tutte le realtà che hanno contribuito a costruire un risultato così importante. Oggi non si chiude un percorso: si apre una nuova fase, in cui continuare a lavorare per una giustizia più giusta, davvero al servizio dei cittadini”.
Il segretario di Sinistra Italiana Lazio, Danilo Cosentino:
"Il dato dell'affluenza regionale, che sfiora il 62% e la vittoria del NO, conferma la straordinaria vitalità democratica del nostro territorio e supera ogni aspettativa della vigilia. Vedere una partecipazione così massiccia a Roma e in tutto il Lazio è il segnale inequivocabile che la risposta dei cittadini è forte e consapevole. - così in una nota stampa il segretario di Sinistra Italiana Lazio, Danilo Cosentino.
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Questa vittoria è un mandato preciso che ci carica di una grande responsabilità: il messaggio che esce dalle urne chiede con forza un rilancio dei diritti e una stagione di riforme che parta dai bisogni reali delle persone. Da domani, questo consenso diventerà il motore della nostra azione per garantire dignità e futuro a tutti i lavoratori e ai cittadini della regione Sinistra Italiana AVS si è resa protagonista del meraviglioso ingranaggio di informazione e divulgazione per le ragioni del NO e di Rete per consentire il voto ai fuorisede e proseguirà nel proprio programma politico che la Costituzione vuole applicarla: nella difesa del diritto al lavoro, alla salute, all'istruzione, alla pace”.
Aurelio Lo Fazio, sindaco di Anzio:
“Vorrei ringraziare tutti i nostri amici e compagni che sono stati in prima linea in questa competizione referendaria delicatissima. Per la seconda volta, in poco più di un anno abbiamo bissato un risultato incredibile. Adesso con il nostro solito impegno seguitiamo a regalare buon governo alla nostra città ed a contribuire a far vincere al più presto il centrosinistra a livello regionale e nazionale. Grazie ancora”.
Nella cittadina del litorale il Referendum ha visto un sostanziale "pareggio" con il No arrivato a un nulla dall'affermazione e fermato al 49,9% ad appena 47 voti dal Sì.
Il Senatore pontino Nicola Calandrini, presidente della federazione provinciale di FdI Latina: “In provincia di Latina si è delineata una vittoria del Sì, con una percentuale intorno al 53%, un dato in controtendenza rispetto al quadro nazionale che merita attenzione e rispetto. Particolarmente significativo - commenta Calandrini - è il dato del comune capoluogo di Latina, dove la percentuale dei Sì supera il 54%, un risultato ancora più rilevante rispetto alla media provinciale e che conferma la forte adesione del territorio alle ragioni del referendum.
Si tratta di un risultato che testimonia il grande lavoro svolto in queste settimane da tutti i partiti della coalizione di centrodestra e dai comitati civici per il sì. - prosegue Calandrini - Ci tengo inoltre a ringraziare, per il lavoro svolto, tutta la classe dirigente, i militanti di Fratelli d’Italia e i giovani di Gioventù Nazionale. Compagini che con impegno e determinazione hanno portato avanti una campagna capillare, raggiungendo anche i centri più piccoli del territorio. A tutti loro va il mio plauso sincero per la dedizione e la passione dimostrate, che hanno contribuito a costruire questo risultato. Resta naturalmente il rammarico per un esito nazionale che appare diverso, ma il rispetto per il voto degli italiani viene prima di ogni considerazione. Ora è il momento della responsabilità: continueremo a lavorare con serietà e determinazione nel solco del mandato ricevuto dai cittadini”.
Vittorio Sambucci, presidente della commissione Sviluppo economico e Attività produttive del Consiglio regionale del Lazio: "Un peccato, per il Paese è un'occasione persa. Il successo del sì al referendum sulla Giustizia avrebbe rappresentato un grande traguardo per il popolo italiano. Quella del governo Meloni non era una riforma di destra o di sinistra, ma di buon senso, che riguardava la vita delle persone e la loro libertà. Durante questa campagna i toni si sono inaspriti. Chi ha sostenuto il no ha spostato il tiro sull'Esecutivo. Chi si è opposto ha saputo lanciare solo una campagna d'odio, senza fare una controproposta. Oggi il campo largo canta vittoria, ma non credo possa davvero rappresentare un'alternativa credibile per il nostro Paese. E lo vedremo alle prossime elezioni politiche.
Ci tengo a sottolineare con soddisfazione il dato della provincia di Latina dove il Sì ha comunque prevalso. Desidero ringraziare gli elettori pontini per aver dato un giudizio positivo sulla riforma, con i favorevoli che sono stati oltre il 53,84%, pari a 134.714 voti. Possiamo dire che la nostra gente ci ha ascoltato e premiato. Il mio impegno non cambia, anzi si rafforza: vado avanti con determinazione, concentrato sulle priorità del territorio, per sostenere chi produce e chi crea lavoro. I cittadini chiedono concretezza, ed io lavorerò per dare risposte”.
Il presidente di Decisamente Latina, Andrea Giuliani: “Un segnale chiaro dal territorio, occasione persa a livello nazionale. I risultati del referendum sulla giustizia nel Comune e nella Provincia di Latina rappresentano un segnale politico chiaro e significativo. A Latina città il Sì ha superato il 54% dei consensi, mentre anche nella Provincia di Latina si registra una prevalenza del Sì, in controtendenza rispetto al quadro nazionale dove ha vinto il No. I cittadini del nostro territorio hanno dimostrato attenzione e sensibilità verso un tema centrale come quello della riforma della giustizia.”
Giuliani sottolinea il dato locale: “A Latina città e nell’intera provincia il consenso registrato dai quesiti referendari, in controtendenza rispetto al dato nazionale, evidenzia come il lavoro svolto sul territorio sia stato compreso e condiviso.”
“Desidero esprimere un sincero plauso ai comitati per il Sì, che con impegno, serietà e spirito civico hanno saputo informare i cittadini, spiegando con chiarezza le ragioni della riforma. Il risultato dimostra che quel messaggio è arrivato.”
Tuttavia, il giudizio complessivo sul dato nazionale resta critico: “C’è rammarico per una riforma che non è passata a livello nazionale. Parliamo di una riforma che non era né di destra né di sinistra, ma una riforma necessaria per la giustizia, per affrontare e superare il tema delle correnti nella magistratura.”
Giuliani prosegue con toni netti: “Che il problema esista lo si è visto anche nelle ore successive al voto, con episodi in alcuni tribunali dove magistrati hanno cantato, stappato spumante e inneggiato cori contro il governo. Un comportamento che solleva interrogativi seri sull’equilibrio e sull’imparzialità che dovrebbero caratterizzare la funzione giudiziaria.”
“Vedremo ora se il CSM interverrà disciplinarmente o se, come troppo spesso accaduto in questi decenni, non accadrà nulla. In tal caso, dovremo prendere atto che quanto contenuto nella riforma era giusto e necessario, e che si è persa un’occasione importante per il Paese.”
Infine, un passaggio politico rivolto a chi si è schierato per il No: “A coloro che hanno votato No in nome della difesa della Costituzione – tra cui il sindaco di Roma e ampie parti del Partito Democratico – chiediamo coerenza. Vedremo cosa accadrà in Regione Lazio rispetto alla riforma del Titolo V.”
“Se davvero si difende la Costituzione, lo si deve fare sempre. Oppure assisteremo a un cambio di posizione, con il sostegno a modifiche costituzionali funzionali agli interessi dell’attuale amministrazione capitolina? Sarebbe difficile spiegare ai cittadini una simile incoerenza.”
“Il referendum sulla giustizia – conclude Giuliani – lascia un messaggio forte dal territorio e una riflessione aperta a livello nazionale: la necessità di riformare il sistema resta, e prima o poi dovrà essere affrontata con coraggio e responsabilità”.
Il segretario politico di Forza Italia Velletri, Salvatore Ladaga: “Il voto va rispettato e serve più ascolto verso le persone”.
Dopo l’esito del referendum sulla giustizia, che ha visto prevalere il “No”, arrivano anche da Velletri le prime riflessioni politiche. Tra queste, quella del segretario politico di Forza Italia Velletri, Salvatore Ladaga, che ha commentato a caldo il risultato, invitando a una lettura attenta e consapevole del voto espresso dai cittadini. Secondo Ladaga, il dato politico che emerge non può essere ignorato: “Non dimentichiamo che questa è un’Italia sempre pronta a salire sul carro dei vincitori. L’unica cosa positiva che deve far riflettere è proprio la politicizzazione e l’affluenza per questo voto”.
Un passaggio che apre a una riflessione più ampia sul rapporto tra cittadini e istituzioni.
Il segretario azzurro punta il dito contro atteggiamenti che, a suo avviso, rischiano di allontanare ulteriormente l’elettorato: “Questo risultato deve far correggere atteggiamenti sbagliati di alcuni esponenti di governo, a tutti i livelli, anche locali. Il popolo è sovrano e il voto merita rispetto ma occorre un dialogo costante con l’elettorato che passa attraverso un’efficace capacità di comunicazione”. Non manca, però, uno sguardo al futuro e agli obiettivi politici: “Continueremo a lavorare per una giustizia più equa, giusta, mai faziosa e che risponda dei propri errori. Ci vorrà tempo, ma lo dobbiamo ai giovani, ai genitori e soprattutto ai nostri nipoti”. Ladaga definisce quella del referendum “una brutta serata”, ma allo stesso tempo la interpreta come un momento di crescita: “È anche un momento di ulteriore consapevolezza: a volte non basta avere ragione”. (Da segnalare che, nonostante il risultato negativo generale, nei comuni di Velletri e Lariano ha prevalso il “Sì”).
AVS Velletri: “Referendum confermativo, un voto tutt’altro che silenzioso. Da poche ore le urne hanno dato il verdetto: a livello nazionale il NO avanti di 8 punti. Un testa a testa annunciato da settimane che alla fine ha mostrato una testa sola. Per la cronaca, senza il contributo dei fuori sede. L’ennesima conferma che la Costituzione è, per sua natura, uno strumento democratico che per vivere e funzionare ha bisogno di condivisione ampia oltre una maggioranza semplice. Del resto i meccanismi di garanzia della stessa Carta costituzionale lo confermano. La politica, se è all’altezza, si deve dimostrare autorevole per convincere. Così non è stato e alla fine il conto è arrivato per chi ha proposto e attuato un percorso blindato, accelerato e anche sfacciato. Nei prossimi giorni ognuno farà le sue analisi e le inevitabili autocritiche, se ne è in grado.
A noi compete la Città di Velletri e un rapido esame del voto, nonché la conoscenza del clima generale locale sembrano proporre alcune riflessioni. Dopo tre anni di Governo della Città, nonostante la indubitabile capacità organizzativa dei principali partiti di maggioranza, in testa FdI, le dichiarate posizioni di settori della sinistra, ancorché quelle non dichiarate, ma praticate in silenzio, per il SÌ, una forte iniziativa mediatica sui social e il porta a porta, lo scarto tra NO e SÌ è stato veramente minimo.
Appena il 2.5% pari a 588 voti di scarto su 23506 votanti; solo 14 voti a sezione. Oltre il traino nazionale, che sicuramente ha avuto un ruolo, siamo convinti che Comitato per il NO di Velletri, promosso da ANPI, con CGIL, PD, AVS, M5S e altre formazioni, con una serie di diverse iniziative, (volantinaggio, incontri pubblici, interventi sui social, porta a porta e altro ancora) è riuscito a fare un ottimo lavoro soprattutto di informazione intercettando un’opinione pubblica spesso disorientata e coltivata solo per la pancia senza soddisfare un reale desiderio di comprensione.
Da questo, a trarre valutazioni politiche per le prossime amministrative, ce ne corre e sarebbe veramente da irresponsabili costruire un nuovo progetto politico, con questa illusione. Tuttavia, ancora una volta, il metodo dello stare insieme, la squadra, la coesione, ma soprattutto la disponibilità ad ascoltare si rivelano alla lunga la carta vincente.
Ecco, in questa esperienza referendaria a livello locale, il voto ci appare tutt’altro che silenzioso, soprattutto perché probabilmente frutto anche di astenuti recuperati per l’occasione. Alleanza Verdi e Sinistra nella coalizione di opposizione è impegnata, affinchè questo non rimanga un episodio sporadico”.
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