Riciclaggio e reati fiscali: la Finanza di Roma sgomina un sodalizio transnazionale. Sequestri per 28 milioni.
I proventi illeciti ripuliti attraverso conti esteri e centri di raccolta nel cuore della Capitale.
Sgominata dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma un'organizzazione criminale transnazionale dedita a frodi fiscali e riciclaggio per oltre 28 milioni di euro. Due presunti capi, già noti alle forze dell'ordine per legami con il narcotraffico, sono finiti in carcere a seguito di un'articolata indagine dei Finanzieri del Comando Provinciale di Roma. Il sodalizio utilizzava società fittizie, fatture false e un centro di trasferimento di denaro clandestino nel quartiere Esquilino tramite il sistema "FEI CH'IEN" per ripulire i proventi illeciti. L'operazione conferma l'impegno costante delle autorità contro la criminalità economica e la tutela della libera concorrenza.
“I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, su delega della Procura della Repubblica capitolina, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due soggetti romani, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, intestazione fittizia, riciclaggio e autoriciclaggio.
Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Roma - Sezione del Riesame, è divenuto esecutivo a seguito della pronuncia della Corte di Cassazione.
Uno dei destinatari della misura, già gravato da precedenti penali anche per detenzione abusiva di armi ed esercizio abusivo di scommesse, era stato sottoposto a custodia cautelare in carcere nel 2024 dai militari del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma per aver allestito una ingente piantagione di marijuana all’interno di un immobile in provincia di Roma e ritenuto, tra l’altro, in stretto contatto con una famiglia di narcotrafficanti operante nel quartiere romano di Tor Bella Monaca.
Le indagini, condotte anche in questo caso dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma congiuntamente al personale del 3° Nucleo Operativo Metropolitano, hanno consentito di delineare l’esistenza di un’organizzazione criminale transnazionale, composta da almeno 16 soggetti, dedita alla commissione di numerosi reati tributari e al successivo riciclaggio e autoriciclaggio dei proventi illeciti. I due destinatari della misura cautelare, secondo quanto sinora emerso, avrebbero rivestito il ruolo di capi, promotori e organizzatori del sodalizio.
In particolare, l’organizzazione si sarebbe avvalsa di numerose società prive di effettiva autonomia economica e fittiziamente intestate a prestanome per generare proventi illeciti attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e l’indebita compensazione di crediti fiscali. Le somme così ottenute sarebbero state successivamente trasferite su conti correnti esteri, prevalentemente intestati a società riconducibili a cittadini cinesi appartenenti a una distinta organizzazione criminale.
Quest’ultima, con base operativa nel quartiere Esquilino della Capitale, avrebbe gestito un centro clandestino di raccolta e consegna di denaro, operante secondo le modalità del sistema denominato “FEI CH’IEN”. Attraverso tale meccanismo, a fronte del pagamento di una commissione, il sodalizio avrebbe provveduto a restituire in contanti le somme precedentemente trasferite all’estero, consentendo a soggetti terzi, anche riconducibili ad ambienti della criminalità organizzata non romana, di occultare l’origine illecita dei capitali e di reinvestirli in attività economiche e imprenditoriali.
Nell’ambito della medesima indagine, nell’ottobre 2025 era già stata eseguita un’ordinanza applicativa di misure cautelari reali nei confronti di 78 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche, avente a oggetto beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo superiore a 28 milioni di euro.
L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza, in stretta sinergia con la Procura della Repubblica di Roma, nel contrasto alle organizzazioni criminali dedite agli illeciti economico-finanziari e al riciclaggio dei relativi proventi, a tutela della legalità economica e della libera concorrenza.
In tale ambito, l’analisi e la ricostruzione dei flussi finanziari rappresentano strumenti fondamentali per individuare i beneficiari effettivi delle ricchezze illecitamente accumulate, anche attraverso il ricorso a prestanome, e prevenire l’infiltrazione di capitali di origine criminale nell’economia legale.
Si precisa che il provvedimento cautelare è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e che, allo stato degli elementi probatori acquisiti e fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, per gli indagati vige la presunzione di non colpevolezza”.
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