Rifiuti speciali sequestrati dai Carabinieri Forestali all’interno di un capannone a Sezze.
Sotto sequestro anche rifiuti pericolosi che avrebbero potuto arrecare danni all’ambiente.
Rifiuti speciali sequestrati del Nucleo Carabinieri Forestale all’interno di un capannone a Sezze. L’area, di circa 170 metri quadri, è stata sottoposta a sequestro penale preventivo ed i proprietario sono stati denunciati per gestione illecita di rifiuti in concorso; in caso di condanna rischiano una pena da 1 a 5 anni di reclusione.
All’interno del capannone, erano stati depositati rifiuti speciali rientranti nelle categorie "pericolosi" e "non pericolosi" costituiti da motori contenenti olio, 100 lamierati, 50 parafanghi, 50 paraurti, una cabina di autocarro, semiassi contenenti grassi di lubrificazione, 30 radiatori nonché ponti di autovetture, tutto materiale che avrebbe potuto potenzialmente arrecare danno all'ambiente in quanto non conservato a norma di legge.
Constatati i fatti, a seguito di assunzione di informazioni ed espletata l'attività investigativa, si è proceduto al sequestro penale preventivo dell'area e a deferire a piede libero i proprietari della medesima per gestione illecita di rifiuti in concorso.
I presunti responsabili dei fatti contestati, in caso di condanna rischiano una pena da 1 a 5 anni di reclusione per gestione illecita di rifiuti ai sensi dell'articolo 256 del D. Lgs n. 152/2006.
“I militari dell'Organizzazione Forestale dell'Arma dei Carabinieri proseguono nelle loro attività di prevenzione e repressione dei reati a danno dell'uomo e dell'ecosistema, - si legge nella nota - anche sensibilizzando cittadini e imprese a porre in essere le corrette pratiche in materia di gestione dei rifiuti, sottolineando i vantaggi economici, sociali e ambientali derivanti da un corretto trattamento degli stessi.
Nel contempo incoraggiano chiunque, anche attraverso il numero gratuito di emergenza ambientale 1515, segnalare alle Autorità i comportamenti eventuali presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse ambientali o alla salute di chi abita quel territorio. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza definitiva”.
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