Rivendevano bottiglie di olio doc rubate, sgominata la banda: denunce ad Aprilia, Ardea e Nettuno

Lapolizia di Cisterna, al termine di laboriose indagini, ha denunciato in statodi libertà per furto e ricettazione 5 persone : F.V. del 60 di Aprilia, R.E.del 63 di Aprilia, I.S. del 76 di Ardea, N.M....

A cura di Redazione
15 gennaio 2019 18:27
Rivendevano bottiglie di olio doc rubate, sgominata la banda: denunce ad Aprilia, Ardea e Nettuno -
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La
polizia di Cisterna, al termine di laboriose indagini, ha denunciato in stato
di libertà per furto e ricettazione 5 persone : F.V. del 60 di Aprilia, R.E.
del 63 di Aprilia, I.S. del 76 di Ardea, N.M. del 63 di Nettuno e L.P. M del 70
di Aprilia 

Nell’operazione,
condotta dal Commissariato di P.S. di Cisterna sono state recuperate oltre
10.000 bottiglie di olio extra vergine dell’azienda De Carolis  rubate , nell’estate 2017,  dall’interno della sede  ubicata in 
via Appia Km 56.

Le prime attività
d’indagine svolte subito dopo l’ingente furto consentirono agli investigatori
di rintracciare e sequestrare il TIR immortalato dalle telecamere di
sorveglianza della ditta, usato  per il
furto .

Dopo varie
ricerche,  l’attenzione degli
investigatori si è rivolta verso due siti internet specializzati nella vendita
di prodotti alimentari dove veniva pubblicizzata la vendita di olio di oliva
extra vergine della ditta derubata a prezzi particolarmente vantaggiosi.

Dalla lettura del codice
a barre , visibile dalle foto delle bottiglie di olio riportate sull’annuncio
di vendita, la Polizia di Stato riusciva a risalire alla partita di olio rubato
all’azienda De Carolis.

Ulteriori
approfondite indagini attraverso l’account internet usato per la vendita
on-line consentivano di identificare la banda criminale responsabili del furto
e di individuare ad Aprilia i magazzini di stoccaggio dove erano state nascoste
le bottiglie di rubate.

La banda era ben
organizzata ed ognuno aveva il suo ruolo: c’era chi rubava materialmente la
merce , chi forniva il magazzino per la refurtiva e non mancava l’addetta al
settore commerciale e alla vendita in “rete”; infine, c’era anche chi
provvedeva alla distribuzione ed il trasporto della merce agli acquirenti. Per
i lavori di maggiore fatica per il carico e lo scarico della merce rubata, inoltre,
la banda criminale assoldava occasionalmente ragazzi extracomunitari.