Sabaudia, minore aggredito da un vicino: nuovo appello dei genitori al Garante per l'Infanzia.

Processo nel 2027 e rischio vittimizzazione secondaria. I genitori chiedono che vengano rispettati i loro diritti”.

10 ottobre 2026 10:20
Sabaudia, minore aggredito da un vicino: nuovo appello dei genitori al Garante per l'Infanzia. -
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Nuovo appello, questa volta al Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, da parte dei genitori del minore aggredito a Sabaudia nel novembre del 2023 da un vicino di casa, recentemente rinviato a giudizio dal Tribunale di Latina, denunciando la mancata applicazione delle tutele domiciliari. Un analogo appello, nei giorni scorsi, era stato lanciato al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Con il processo del Tribunale di Latina rinviato a luglio 2027 ed il rischio concreto di vittimizzazione secondaria, la famiglia chiede a gran voce tutele d’urgenza ed anche un immediato supporto psicologico per il bambino che, all’epoca dei fatti aveva solo 10 anni.

Della questione, per conoscenza, sono state investite anche la Presidenza della Repubblica e la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“La battaglia civile e legale dei genitori del ragazzo, quindi, non si ferma. Dopo il drammatico appello formale indirizzato al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, i genitori hanno depositato nelle scorse ore una istanza di intervento urgente direttamente al Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Al centro della segnalazione all'Autorità di garanzia vi è la gravissima e insostenibile vulnerabilità ambientale in cui versa il piccolo. A causa della mancata applicazione delle tutele urgenti previste dal codice di rito (ex art. 282-ter c.p.p.), il bambino è tuttora costretto a subire la contiguità abitativa e la quotidiana presenza ravvicinata del proprio aggressore nello spazio del vissuto quotidiano. Una coesistenza forzata che sta esasperando il profondo trauma psicofisico subìto dal minore, per il quale è stato prescritto un tempestivo e continuativo supporto psicologico territoriale d'urgenza.

A peggiorare drammaticamente il quadro, come evidenziato nell'istanza al Garante, interviene il paradosso dei tempi della giustizia ordinaria: a fronte di una richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura già nell'ottobre 2024, la prima udienza dibattimentale è stata fissata dal Tribunale di Latina soltanto per il 10 luglio 2027. Una dilatazione temporale di anni che, per un minore in età evolutiva, si traduce in una intollerabile forma di estenuante vittimizzazione secondaria.

Con questo formale e urgente intervento, i genitori chiedono al Garante Nazionale di aprire con massima urgenza un fascicolo dedicato al caso, interloquendo direttamente con la Magistratura di Latina per rappresentare il grave pregiudizio subìto dal minore a causa della vicinanza con l'imputato, e di attivare un monitoraggio ispettivo presso l'ASL competente affinché venga garantita l'immediata calendarizzazione del percorso terapeutico del bambino”.

«Chiediamo un segnale forte affinché i diritti di nostro figlio, solennemente scritti nella Costituzione e nei Trattati internazionali, trovino piena, concreta e immediata attuazione nei tribunali della Repubblica», dichiarano i genitori, ribadendo la massima e profonda fiducia nell’operato delle Istituzioni dello Stato.