Satnam, Lovato in aula: "Non ero in me quel giorno, ho paura"

Processo sulla morte del bracciante Satnam Singh: la Corte d’Assise ha rinviato tutto al 27 maggio quando verranno ascoltati i testimoni, tutti i carabinieri che hanno collaborato all’indagine. In aul...

A cura di Redazione
01 aprile 2025 17:06
Satnam, Lovato in aula: "Non ero in me quel giorno, ho paura" -
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Processo sulla morte del bracciante Satnam Singh: la Corte d’Assise ha rinviato tutto al 27 maggio quando verranno ascoltati i testimoni, tutti i carabinieri che hanno collaborato all’indagine. In aula, all’inizio del processo, era presente Antonello Lovato - l’imprenditore agricolo di 39 anni accusato di omicidio volontario - che ha voluto rendere delle dichiarazioni spontanee. “Ho molta paura per questo processo - ha detto Lovato -  quel 17 giugno mi sono trovato di fronte ad una scena scioccante, non ero in me. Voglio stare vicino a Soni, ho anche partecipato alla raccolta fondi per aiutarla. Ho piena fiducia nella giustizia - ha concluso - e voglio fornire il mio contributo”. Al processo sono stati ammessi come parti civili i comuni di Latina e Cisterna.

Il Comune di Latina parte civile nel processo per la morte di Satnam, le dichiarazioni del sindaco Celentano
 
“Esprimo immensa soddisfazione per l’accoglimento, da parte della Corte d’Assise di Latina, della richiesta di costituzione di parte civile del Comune di Latina nel processo a carico dell’imprenditore agricolo indagato per la morte di Satnam Singh, bracciante di nazionalità indiana deceduto a giugno scorso.

Ringrazio l’avvocato comunale Cinzia Mentullo che ha portato avanti l’istanza, da me fortemente sollecitata poiché la dolorosa vicenda ha destato l’attenzione della collettività e suscitato il rafforzamento dell’impegno dell’Amministrazione comunale a garantire i diritti dei lavoratori stranieri insediati sul territorio.

Satnam è stato vittima di un infortunio sul lavoro, ma è morto a causa di un’omissione di soccorso. Una tragedia inaccettabile.

Latina, città nuova fondata sull’impegno dei bonificatori, come ha ricordato oggi in aula l’avvocato Mentullo, intende rispettare in ogni modo il valore del lavoro e della sicurezza, affinché siano garantiti i diritti dei lavoratori e di equità. Il Comune ha deciso di costituirsi parte civile non solo per il risarcimento di danni patrimoniali ma anche per il danno d’immagine subito dalla città. Un danno che si riflette anche a carico dell’imprenditoria sana di questo territorio, che resta un’eccellenza di cui andare fieri.

Esprimo soddisfazione anche per l’accoglimento della costituzione di parte civile di Soni Soni, la giovane compagna di Satnam. Come amministrazione comunale ci stiamo occupando di Soni sin dall’inizio di questa brutta vicenda, per fornirle protezione e percorsi di vita autonoma.  Ringrazio l’avvocato Giovanni Lauretti che ha accettato, sin da subito, di fornirle assistenza legale”.

E’ quanto affermato dal sindaco di Latina Matilde Celentano, al termine della decisione della Corte d’Assise sulle parti civili.

Omicidio Satnam, Comune di Cisterna ammesso parte civile nel processo

Il sindaco: «Ci siamo per ribadire il rispetto dei lavoratori»

«Da questo processo, oltre al procedimento penale, mi aspetto che non si spengano mai i fari su questa drammatica vicenda e soprattutto sul rispetto della dignità dei lavoratori. Noi non lo consentiremo, né ora né mai. Ci saremo affinché si continui a lavorare per la tutela dei lavoratori, anche per tutte quelle aziende presenti sul nostro territorio che operano nel pieno rispetto delle regole e delle quali siamo orgogliosi».

Questa la dichiarazione del sindaco di Cisterna Valentino Mantini che ha accolto con grande soddisfazione l’ammissione da parte della Corte di assise di Latina del Comune come parte civile nel procedimento per la morte del bracciante indiano Satnam Singh.

«Abbiamo scelto di essere presenti – aggiunge il primo cittadino – perché lo riteniamo eticamente doveroso anche rispetto al nostro Statuto, improntato sui valori del rispetto e della difesa dei diritti di tutti. Cisterna è il territorio dove Satnam Singh e la compagna Soni avevano scelto di abitare e noi sentiamo di dover ribadire, con la nostra presenza in aula, la volontà di ribadire valori che ci appartengono quali il rispetto delle diversità etniche, linguistiche, culturali e religiose anche attraverso la promozione della cultura e della tolleranza».

Nella richiesta depositata questa mattina e accolta dalla Corte di assise, predisposta dall’avvocato Maria Belli con il supporto dell’Avvocatura comunale, si sottolinea come nello Statuto del Comune di Cisterna sia prevista “la costituzione di parte civile nei processi come sostegno alle parti offese perché la loro voce, anche se cancellata, emerga dal silenzio, come strumento di giustizia e stimolo nel raggiungimento della verità. Nel caso di specie il Comune si è distinto per interventi sulla Comunità indiana, presente sul territorio attraverso strumenti di integrazione e aggregazione. La parte offesa, soggiornava su tale territorio e come tale ha usufruito di quei servizi che, indistintamente il Comune di Cisterna ha messo a disposizione. Dopo il tragico evento che ha visto la morte di Singh Satman il Comune di Cisterna, oltre che organizzare una raccolta fondi, ha provveduto a mettere a disposizione del fratello Amritpal un locale di sua proprietà ospitandolo a sue spese.  

L’ente ha da sempre instaurato con i cittadini di nazionalità indiana presenti nella comunità un rapporto fatto di rispetto e quando è stato necessario ha collaborato per una serie di servizi a loro riservati come le vaccinazioni contro il Covid, organizzate con il contributo di alcune organizzazioni sindacali nel difficile periodo della pandemia. La pretesa risarcitoria è evidente nel danno culturale, di immagine e di scopo causato al Comune che come obiettivo, tra gli altri, persegue la dignità della persona umana, quella dignità che è stata calpestata e violata”.

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