Scoperta una maxi discarica abusiva a Roccagorga.

Blitz del Nucleo Carabinieri Forestale di Priverno in località “I Pozzi”. Sequestrata un’area di circa 4.000 metri quadri. Una denuncia.

15 marzo 2026 11:15
Scoperta una maxi discarica abusiva a Roccagorga. -
Condividi

I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Priverno, nell’ambito delle attività di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati ambientali, hanno riscontrato una gestione illecita di rifiuti con pericolo di compromissione e deterioramento di porzioni estese del suolo e del sottosuolo e dell’ecosistema del bosco, su terreno privato in agro del Comune di Roccagorga, in località “I Pozzi”.

L’area risulta in parte agricola e in parte boscata, vincolata paesaggisticamente, ai sensi dell’art. 142, comma 1 lett. g) del D. Lgs. 42/2004, distante circa 50 metri da un fosso sottostante che confluisce nel Fosso della Fornace, iscritto nell’elenco delle acque pubbliche, ricadente in zona vincolata idrogeologicamente e in Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Monti Lepini”.

L’accumulo di rifiuti si è configurato come una vera e propria discarica, frutto di una condotta ripetuta negli anni, non occasionale, che ha trasformato l’area in questione di fatto in un deposito e ricettacolo di rifiuti, creando una situazione di degrado.

Considerata la grande quantità e le notevoli grandi dimensioni dell’area interessata, molto rilevante sia in termini spaziali che quantitativi e vista la diversa datazione storica del periodo di produzione dei rifiuti presenti, si tratta presumibilmente di una discarica realizzata non recentemente e non implementata negli ultimi anni, ma scoperta solo a seguito di recenti utilizzazioni boschive che hanno ripulito l’area dalla vegetazione arbustiva che ha tenuto nascosto per anni il materiale illegalmente abbandonato.

I Carabinieri Forestali hanno proceduto al sequestro di un’area di circa 4.000 metri quadrati sulla quale risultano depositati circa 80 metri cubi di rifiuti così costituiti: circa 20 mc di rifiuti provenienti da lavori edili (calcinacci, cemento, mattonelle, tufo, ceramiche, cartongesso, materiale tipo eternit (onduline e canna fumaria), corrugati, tubi in PVC, plastiche, vetro;

circa 40 mc di componenti di autoveicoli e moto quali motori, ammortizzatori, dischi, assi e semiassi, radiatori, lunotti, servosterzi, sportelli, impianti tergicristalli e di climatizzazione, autoradio, componenti elettrici, sedili e altri pezzi meccanici e di carrozzeria, tre carcasse di vecchie auto nel fosso e una su area adiacente un vecchio fabbricato, due motocicli fuori uso;

circa 20 mc di rifiuti quali vecchi mobili, vecchi infissi, lastre di marmo, ferraglia varia, vecchi sanitari, taniche di olio esausto, vecchi elettrodomestici e rifiuti urbani.

Constatati i fatti, si è proceduto a deferire in stato di libertà il proprietario dell’area per gestione illecita di rifiuti pericolosi e non con pericolo di compromissione e deterioramento di porzioni estese di suolo e sottosuolo, discarica abusiva e inquinamento ambientale.

I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri proseguono nelle loro attività di prevenzione e repressione dei reati a danno dell’uomo e dell’ecosistema, anche sensibilizzando i cittadini e imprese a porre in essere le corrette pratiche in materia di gestione dei rifiuti, sottolineando i vantaggi economici, sociali e ambientali derivanti da un corretto trattamento degli stessi.

Nel contempo incoraggiano chiunque a segnalare alle Autorità (disponibile il numero di emergenza ambientale 1515) comportamenti ed eventuali presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse ambientali o alla salute di chi abita quel territorio.