Scuola o depuratore? Ad Aprilia scoppia il caso della delibera che lascia a secco Casalazzara.
Fondi fognari dirottati sull’ex Tulipano: Alternativa Moderata Apriliana insorge contro il Comune.
Ad Aprilia fa discutere la delibera n. 58 della Giunta Comunale, che sposta circa un milione di euro dai fondi della Cassa Depositi e Prestiti alla ristrutturazione dell’ex Tulipano, in Piazza Mostardas. La somma servirà ad adeguare lo stabile per ospitare i nuovi uffici comunali e la scuola media Gramsci, oggi in una sede non a norma. Esplode però la protesta del comitato A.M.A.: i fondi erano destinati al depuratore di Casalazzara, un’opera fognaria primaria attesa da anni. L'associazione accusa il Comune di aver scippato i servizi a una borgata per rimediare a storici errori di gestione tecnica.
La nota del Consiglio direttivo di A.M.A. - Alternativa Moderata Apriliana:
“In merito alla questione relativa alla ristrutturazione dell’edificio in Piazza Mostardas (ex Tulipano), finalizzata all’adeguamento per uso pubblico, per ora non entriamo nel merito in quanto pare che tale operazione coinvolga anche il cosiddetto Palazzo di Vetro (attuale sede comunale) ed ancora non appare ben chiaro come verranno distribuiti i nuovi spazi sia per la scuola media Gramsci che per gli uffici comunali.
Una cosa è certa, che l’attuale sede scolastica non appare sufficientemente a norma e con un contratto per il Comune
a dir poco imbarazzante. Bene dunque lo spostamento, se comporterà la sicurezza degli studenti ed il risparmio locativo per l’Ente..... quanto alla funzionalità attendiamo maggiori informazioni.
Quello che non va proprio giù è il contenuto della recentissima Deliberazione della Giunta, la quale prevede lo spostamento di una somma di circa un milione di euro per finanziare tali ristrutturazioni, parliamo della n.58/2026. Nulla di scandaloso se non fosse che toglie risorse ad una borgata (Casalazzara) stanziate per la realizzazione del depuratore di quartiere; la somma fu autorizzata dalla Cassa Depositi e Prestiti il 29/12/2014 pos. 6013220 con termine di utilizzo fino al 2035.
Ora, non contestiamo il diritto sacrosanto allo studio in locali idonei, bensì l’espropriazione di risorse su una borgata che ha poco e nulla in termini di servizi pubblici; la realizzazione delle fogne viene definita urbanizzazione “primaria” proprio perché rappresenta la base minima per la vivibilità e salubrità di quel quartiere nonchè l’inizio della riqualificazione.
La motivazione dello spostamento è contenuto nel corpo della delibera, che richiama il punto 4 della Circolare di Cassa Depositi e Prestiti n.1280/2013, il quale recita che il mancato utilizzo delle somme permette di reimpiegarle altrove.
Il mancato utilizzo delle somme, si legge nel documento, è stato causato da “carenze amministrative e tecniche fin dalla sua origine” ed ancora “ impossibilità di utilizzo dell’area individuata per la realizzazione dell’opera”...... già, perché qualche geniaccio politico dell’epoca con altrettanto tecnico incompetente, ipotizzò la realizzazione di un depuratore in un’area di protezione igienico sanitaria vincolata, per sorgenti (Sorgente Reggia di Turno) ed emungimento acqua minerale (Fonte San Vincenzo)..... anche i bambini e le pietre sapevano che li non si poteva fare!
In tempi più recenti, in un progetto presentato da uno dei comitati di zona (Borghi Rurali), si proponeva un nuovo impianto, più funzionale e non ricadente in aree protette, convergendo con la necessità di un imprenditore di zona, il
quale presentava un progetto per propria costruzione industriale di tipo convenzionato (i progetti convenzionati sono soggetti ad una sorta di “Do ut des” per cui la concessione del permesso edilizio deve essere accompagnato dalla realizzazione di opere per la collettività); egli proponeva la cessione gratuita di un’area recintata di circa 3’000mq, idonea per un futuro depuratore, e la realizzazione a proprie spese di un collettore fognario di circa 550mt su Via Pontina Vecchia, dalla valle sino alla rotatoria prospiciente la ex Yale, con questo primo tratto fognario sarebbe stata servita l’area di Casalazzara in Via dei Rutuli (parte alta della borgata), mentre con le somme stanziate si sarebbe realizzato il depuratore cittadino e magari un primo tratto del collettore verso Via ex Marmolada (parte bassa della borgata).
Invece di proseguire con questo, che appariva l’unico progetto sensato e che avrebbe avuto tempo sino al 2035, - conclude il Consiglio direttivo A.M.A. - si decide di depauperare il quartiere di un servizio primario rimandandolo alle calende greche. Non possiamo che essere in disaccordo, sull’origine dei fondi ricollocati”.
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