La denuncia di Cgil, Cisl e Uil Latina

Sicurezza a Latina - "Su ordine pubblico c'è la stretta. Per il lavoro aspettiamo un protocollo da oltre due anni"

"A Latina l’ordine pubblico sembra essere diventato la priorità delle priorità. Una capacità di prevenzione che vorremmo vedere anche per la sicurezza sui posti di lavoro".

29 ottobre 2026 09:59
Sicurezza a Latina - "Su ordine pubblico c'è la stretta. Per il lavoro aspettiamo un protocollo da oltre due anni" -
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LATINA – Una forte denuncia contro quella che viene definita una vera e propria «stretta ipersecuritaria» sull'ordine pubblico, a fronte di una cronica e inaccettabile lentezza sul fronte della tutela della vita nei luoghi di lavoro. I segretari generali di CGIL, CISL e UIL di Latina – Giuseppe Massafra, Roberto Cecere e Luigi Garullo – firmano una dura nota congiunta per chiedere alla Prefettura di Latina l'immediata riconvocazione del tavolo sulla salute e sicurezza, fermo da oltre ventiquattro mesi.

La critica alla "prevenzione a due velocità"

I sindacati pontini evidenziano un forte contrasto tra l'efficacia d'azione dispiegata per l'ordine pubblico in città e l'immobilismo che avvolge la prevenzione nei settori produttivi chiave del territorio, dai cantieri alle fabbriche, fino alle aziende agricole.

«A Latina l’ordine pubblico sembra essere diventato la priorità delle priorità», attaccano Massafra, Cecere e Garullo. «L’attenzione arriva fino ad anticipare scenari temuti, con un’impostazione che assume sempre più il sapore di una stretta ipersecuritaria. Una capacità di prevenzione che vorremmo finalmente vedere all’opera anche nei luoghi di lavoro».

A differenza dell'ordine pubblico, spiegano i sindacati, per la sicurezza dei lavoratori «non servono presagi. I pericoli sono conosciuti e le conseguenze drammaticamente concrete: morti, feriti, persone segnate per tutta la vita, famiglie sconvolte».

Il duro atto d'accusa: «Il cordoglio non basta più»

La nota mette sotto i riflettori la frequenza con cui i drammi sul lavoro continuano a riempire le pagine della cronaca locale. Per i leader sindacali, accertare le responsabilità ex post non è più sufficiente, così come non lo sono le risposte istituzionali di circostanza: «Il cordoglio non può continuare a essere la risposta più puntuale».

Il fulcro della contestazione riguarda i tempi burocratici: «Sono trascorsi oltre due anni dall’insediamento del tavolo di confronto in Prefettura e non abbiamo ancora definito un protocollo condiviso sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro. Due anni sono un tempo enorme per chi è esposto ogni giorno a un rischio. A quanto pare, per alcuni pericoli si riesce a intervenire prima ancora che si manifestino; per quelli sul lavoro, già documentati dalla cronaca, non si riesce ancora a concludere un protocollo».

Le richieste: convocazione urgente e tempi certi

CGIL, CISL e UIL sollecitano formalmente la Prefettura a imprimere una svolta per superare questo ritardo. La richiesta è chiara: riconvocare con urgenza il tavolo per fissare una data certa per la firma dell'accordo.

Il sindacato unitario pretende uno strumento che non sia un semplice manifesto di intenti, ma una piattaforma operativa basata su cinque pilastri:

·         Responsabilità individuate in modo netto.

·         Coordinamento strutturato tra tutti gli enti competenti.

·         Controlli mirati e ispezioni sul campo.

·         Formazione effettiva per i lavoratori.

·         Coinvolgimento diretto dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), supportato da verifiche periodiche sull’attuazione delle misure.

«La tutela dell’ordine pubblico è un compito delle istituzioni. La stessa determinazione deve valere per la tutela della vita di chi lavora», conclude la nota di Massafra, Cecere e Garullo. «Chiediamo che la sicurezza sul lavoro abbia finalmente il peso, l’urgenza e le risorse che la gravità della situazione impone. Per aprire il tavolo sono trascorsi più di due anni. Per renderlo utile non possiamo aspettare la prossima vittima».