Sorpreso mentre tenta un furto in un ex monastero a Latina, fugge e danneggia 4 auto in sosta.
I Carabinieri della Compagnia di Latina hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 46enne del posto. Deve rispondere di furto e danneggiamento.
Sorpreso mentre tenta un furto all’interno di un ex monastero, a Latina, tenta la fuga e danneggia 4 auto in sosta. I Carabinieri - nella tarda mattinata di ieri - hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 46enne del posto. Dopo aver scavalcato la recinzione e forzato una porta finestra, l’uomo aveva danneggiato la scheda di memoria dell’impianto di videosorveglianza e scardinato tre persiane, con l’intento di caricarle a bordo della sua auto. Nel tentativo di darsi alla fuga, il 46enne ha anche danneggiato 4 auto in sosta. Alla fine è stato braccato e messo in manette. Ad allertare i militari era stato il personale di vigilanza privata.
L’uomo, già noto alle forze di polizia, è ritenuto responsabile dei reati di furto e danneggiamento.
In particolare, i militari sono intervenuti a seguito di una richiesta pervenuta al 112 N.U.E. da parte del personale di vigilanza privata di un ex monastero, dove era stato segnalato un furto in atto.
Giunti sul posto, i Carabinieri accertavano che un uomo, poi identificato nell’indagato, dopo aver scavalcato la recinzione e forzato una porta finestra, aveva danneggiato la scheda di memoria dell’impianto di videosorveglianza e asportato una prolunga di circa 30 metri collegata al predetto sistema.
L’uomo aveva inoltre scardinato tre persiane, depositandole all’esterno dello stabile con l’intento di caricarle a bordo di un’autovettura in suo uso.
L’azione veniva interrotta dall’intervento degli addetti alla vigilanza privata, gli stessi che hanno poi richiesto l’immediato intervento dei militari dell’Arma.
Alla vista dei Carabinieri, il 46enne si dava a precipitosa fuga a bordo del veicolo, danneggiando quattro autovetture regolarmente parcheggiate sulla pubblica via. Dopo un breve inseguimento, l’uomo, nel tentativo di sottrarsi all’arresto, si nascondeva all’interno di un parcheggio interrato in una via limitrofa, dove veniva però raggiunto e arrestato.
A seguito di perquisizione veicolare, i militari recuperavano la prolunga asportata, che veniva restituita all’avente diritto.
Espletate le formalità di rito, l’arrestato veniva sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.
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