Torre Astura, estate a rischio? Cancelli sbarrati e ancora nessuna comunicazione ufficiale.
Sgradita sorpresa per molti bagnanti, arrivati in via Valmontorio anche da molto lontano: cancelli chiusi. L'apertura era attesa per il primo luglio.
Torre Astura, estate a rischio? Sgradita sorpresa questa mattina per molti bagnanti, arrivati in via Valmontorio anche da molto lontano. C'erano anche persone che si erano messe in viaggio di prima mattina addirittura da Viterbo, per venire a trascorrere una giornata di mare e di sole in uno dei luoghi più suggestivi e incontaminati del Lazio, quest’anno addirittura incluso tra “I luoghi del cuore” del Fai, il Fondo per l'Ambiente italiano.
I cancelli del grande parcheggio che permette di accedere al sentiero che conduce sino al castello, infatti, sono ancora chiusi. L'apertura, come ogni anno, era attesa per il primo di luglio.
In molti oggi - ma anche nei giorni precedenti - si sono ritrovati a fare un viaggio a vuoto.
I motivi per cui la stagione a Torre Astura non sia ancora iniziata, al momento, non sono noti. Nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa dal Comune di Nettuno e neanche dall'Uttat.
Il territorio di Torre Astura, infatti, è compreso all'interno dell'U.T.T.A.T. (Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri) del Ministero della Difesa, già noto come Poligono Militare di Nettuno.
Torre Astura
è una torre costiera fortificata e un'isoletta del Lazio, nel territorio della città di Nettuno, a circa dieci km a sud est dal centro abitato. Si raggiunge percorrendo la strada provinciale Acciarella che da Nettuno porta a Latina. Passato il grande bosco del Foglino, si prosegue per circa 5 km; al primo incrocio girare a destra per Foceverde e dopo tre km si arriva a un grande parcheggio. Da qui parte una passeggiata che porta a Torre Astura.
Si sviluppa per circa 8 chilometri lungo la costa tirrenica all'interno dell'area comunale. Il paesaggio è per la maggior parte pianeggiante, con tratti di vegetazione bassa a erbe e cespugli di macchia mediterranea (mantenute così dai militari, per le loro esercitazioni) e tratti boschivi caratterizzati da boschi misti a caducifoglie (cerri, farnetti, roverelle e aceri in prevalenza) nelle aree più interne e, in prossimità del mare, da boschi sempreverdi di leccio e sughera spesso sormontati dalle fitte chiome di secolari pinete impiantate dall'uomo in epoche passate.
Tutta l'area costiera è bassa e sabbiosa e mantiene quasi inalterati importanti tratti di naturalità, con cordoni dunali alti sui quali crescono l'Ammophila arenaria e il Pancratium maritimum, due specie di notevole pregio botanico. Zona a rischio nell'antichità per le secche e gli improvvisi banchi di roccia, i fondali circostanti il Castello sono ricchi di reperti archeologici, oggetto, sino agli anni settanta, di un saccheggio incontrollato. La prima fase di costruzione risale al I secolo a.C.. Potrebbe trattarsi della villa di Astura appartenuta a Cicerone, che ne parlava nelle sue lettere ad Attico. L'Astura romana era un approdo alla foce del fiume omonimo posto lungo la via Severiana, sede di ville già dal I secolo a.C. Una tra queste fu di Cicerone, e Astura fu teatro delle ultime fasi della sua inutile fuga da Antonio.
Nel sito venne realizzata, tra la fine della Repubblica e l'inizio dell'età imperiale, una villa strutturata in parte in terraferma e in parte su un'isola artificiale, dotata di una vasta peschiera, i cui resti sono ancora in parte visibili (sulle murature in mare fu poi realizzato il castello). A partire dall'età romana Astura rappresentava infatti il prolungamento e il confine ad oriente della colonia di Antium e per la sua amenità fu un luogo molto amato dai nobili romani, che la scelsero per costruirvi le loro ville dotium.
Nel 1193 il sito venne in possesso dei Frangipane, che per proteggersi dai Saraceni vi costruirono una fortezza marittima con una torre a pianta pentagonale circondata dalle acque e collegata alla terraferma da un ponte ad arcate in laterizio. Nella zona che la circonda si trova una pineta dove scorre il fiume Astura. Nel 1268 Corradino di Svevia, sconfitto a Tagliacozzo, si rifugiò ad Astura, nell'omonima torre, ma Giovanni Frangipane, signore di questa terra lo consegnò a Carlo d'Angiò, re di Napoli, cosicché fu decapitato a Campo Moricino, l'attuale Piazza del Mercato di Napoli.
Nel 1426, dopo essere stato feudo dei Caetani e degli Orsini, passò sotto i Colonna, i quali ristrutturarono il castello, dandogli l'attuale aspetto, e lo vendettero nel 1594 a Clemente VIII Aldobrandini. Da questi, finita la famiglia Aldobrandini, passò ai Borghese, dai quali fu ceduta al comune di Nettuno negli anni settanta. Da Torre Astura lo sguardo spazia dal Circeo ad Anzio e fino alla bonifica il sito rimase immerso nella foresta paludosa che occupava l'Agro Pontino immediatamente alle spalle della duna costiera.
Come notava Gregorovius nel 1854 "Con Nettuno cessa la civiltà umana su questa costa, perché immediatamente alle spalle della città comincia il deserto pontino. La macchia si estende fino a Terracina".
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