Un presidio della Polizia Locale a Santa Palomba
Consiglio Comunale a Pomezia. Il M5S: " 18 ore di battaglia, portiamo a casa risultati concreti, ma non abbassiamo la guardia"
Consiglio Comunale a Pomezia. Il M5S: " 18 ore di battaglia, portiamo a casa risultati concreti, ma non abbassiamo la guardia"
"Dopo una maratona di quasi 18 ore di Consiglio comunale, - spiega il gruppo di opposizione - tra ostruzionismi e centiania di emendamenti discussi, la nostra determinazione ha dato i suoi frutti.
Siamo riusciti a strappare l’approvazione di quattro punti fondamentali per il territorio, che la maggioranza non ha potuto ignorare:
- Sicurezza: l’istituzione di un presidio della Polizia Locale a Santa Palomba
- Cultura: la creazione di un nuovo spazio culturale a Campo Ascolano
- Sostenibilità: l'avvio dei Centri di Riuso per un’economia davvero circolare
- Ambiente: l'istituzione di Monumenti Naturali in aree strategiche della nostra Città.
Una vittoria di tutta la comunità e non una concessione di questa maggioranza.
Ottenere questi risultati non è stato facile, ma sia chiaro: non accetteremo che questi voti siano stati solo un espediente per "accontentare" la minoranza e chiudere in fretta la seduta e vigileremo affinché diventino realtà.
Il comportamento della Sindaca e della maggioranza resta preoccupante: dopo 18 ore di silenzio assordante, la Sindaca ha scelto di intervenire solo alla fine, con il placet del Presidente del Consiglio e al di fuori delle regole che disciplinano il funzionamento del Consiglio.
Un monologo senza contraddittorio, utile solo a elencare una realtà parallela fatta di promesse che non trovano riscontro nei fatti.
Questo atteggiamento conferma una triste verità: questa amministrazione preferisce comandare in solitaria anziché governare con il confronto, con aperture che somigliano molto a operazioni di facciata.
Per questo motivo noi continueremo a presidiare le istituzioni per il bene della comunità e la nostra opposizione resterà ferma, seria e sempre propositiva.Parliamo di un’area dove si trovano i pozzi che forniscono acqua ai cittadini di Pomezia e Ardea, ma che da anni risulta contaminata da sostanze pericolose mettendo a rischio il prelievo di acqua dai pozzi.
Nonostante ciò, la Regione Lazio ha archiviato la richiesta di salvaguardia ambientale, senza nemmeno passare dalla Conferenza dei Sindaci, affidandosi di fatto ad ACEA, che invece di bonificare ha dichiarato di voler delocalizzare i pozzi.
Il nostro ordine del giorno chiedeva alla Regione di revocare quell’archiviazione e procedere finalmente alla bonifica. Una richiesta di puro buon senso e di tutela ambientale, ma anche politicamente decisiva, perché il riconoscimento della salvaguardia ambientale potrebbe impedire la costruzione dell’inceneritore di Roma proprio in quell’area.
Bloccare la bonifica, infatti, significa spianare la strada al mega impianto voluto dal Comune di Roma.
E mentre la maggioranza che sostiene la giunta Felici ha espresso parere contrario, una amministrazione “cugina” (Ardea) dello stesso colore politico ha approvato all’unanimità lo stesso ordine del giorno.
Curioso, se pensiamo che la sindaca di Pomezia e la sua maggioranza si sono sempre dichiarati contrari all’inceneritore, e pronti addirittura a incatenarsi ai cancelli del cantiere per fermarlo.
Peccato che, quando c’è da agire davvero, scelgano di non farlo!
Non basta sfilare con la fascia tricolore ai cortei No Inceneritore,
servono coerenza, atti concreti e coraggio politico per difendere davvero il territorio e la salute dei cittadini.
Noi continueremo, come abbiamo sempre fatto e come è nella nostra storia, a difendere il nostro territorio, lasciando agli altri tutte le loro incoerenze"
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