Anziano ucciso per un parcheggio a Gaeta, 10 anni all'omicida

Un’aggressione avvenuta nel parcheggio della ex Avir. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Cassino

07 maggio 2026 14:00
Anziano ucciso per un parcheggio a Gaeta, 10 anni all'omicida  -
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Spintonato per un parcheggio e ucciso. Arriva la condanna a 10 anni di carcere per Vincenzo Valentino, il 46enne campano che, nell’agosto 2025, accusato della morte dell’82enne Franco Perlino di Roma, ma in vacanza a Gaeta. Un’aggressione avvenuta nel parcheggio della ex Avir. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Cassino, dove si è svolta l’udienza. Il reato è quello di omicidio preterintezionale. La lite scaturì per motivi di traffico per accedere all’area di sosta di Gaeta. Valentino spintonò Perlino facendolo cadere a terra e sbattere la testa. Poi fuggì. Il 46enne venne arrestato poco dopo alla polizia.

L’uomo era stato denunciato inizialmente per lesioni personali e omissione di soccorso. Accuse mutate dalla Procura di Cassino in omicidio preterintenzionale.

Gaeta: Aggredì  un anziano per futili motivi provocandone la morte: Condanna in primo grado a 1O anni per omicidio preterintenzionale.

Nella giornata di ieri i giudici della Corte d'assise di Cassino hanno condannato in primo grado a 10  anni di reclusione per omicidio preterintenzionale, riconosciute le attenuanti generiche equivalenti all'aggravante dei futili motivi, un uomo residente nel napoletano classe 1979, già sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico presso la sua abitazione, che nell'agosto scorso aggredì per motivi di viabilità un anziano nei pressi del parcheggio ex Avir a Gaeta, deceduto qualche giorno dopo a causa dei traumi riportati durante l'aggressione.

A seguito della morte, erano state immediatamente avviate le indagini da parte degli investigatori del Commissariato di Gaeta, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, e l'uomo era stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in quanto gravemente indiziato del reato di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi.

Fondamentali per la ricostruzione dell'accaduto le dichiarazioni di quanti ave­ vano assistito ai fatti e la visione delle immagini di video sorveglianza, oltre alla successiva consulenza medico-legale disposta dalla Procura della Repubblica, che ha accertato il nesso causale tra la spinta ricevuta e il successivo decesso.

Elementi che hanno consentito alla Procura di ricostruire un quadro probatorio certo nei confronti dell'imputato.

A seguito dello svolgimento del primo grado di giudizio, i Giudici della Corte d'Assise di Cassino, accogliendo la richiesta di condanna formulata in dibattimento del P.M. Dott. A. Mattei, hanno condannato l'uomo a 10 anni di reclusione.