Aprilia - “Le coalizioni sono premature, serve la partecipazione”

Il commento sugli ultimi eventi politici da parte di Pietro Fazio dell’Udc di Aprilia

A cura di Redazione
02 febbraio 2026 16:26
Aprilia - “Le coalizioni sono premature, serve la partecipazione” -
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“La riflessione avviata in questi giorni sul futuro di Aprilia non può ridursi a un esercizio di memoria né a un richiamo generico all’identità della comunità. Essa riguarda, in modo diretto, il metodo con cui si intende costruire il governo della città e il rapporto reale tra politica e cittadini”. Ne è convito Pietro Fazio dell’Udc di Aprilia dopo la conferenza organizzata dal fronte progressista.

“In una fase segnata da un profondo cambiamento del quadro istituzionale locale, - dice Fazio - la partecipazione democratica non è un tema accessorio né uno slogan utile a legittimare percorsi già definiti. È, al contrario, uno snodo decisivo che chiama in causa la credibilità di chi oggi si propone come alternativa di governo.

Negli ultimi anni la distanza tra cittadini e istituzioni non si è ampliata per disinteresse civico, ma per la crescente percezione che le scelte fondamentali vengano assunte altrove, prima ancora che nel confronto pubblico. Una distanza che rischia di accentuarsi quando il dibattito politico sembra concentrarsi più sulla costruzione delle alleanze che sulla definizione di una visione chiara, verificabile e condivisa per la città.

Il periodo di gestione commissariale non può essere considerato un tempo neutro, né tantomeno uno spazio da occupare con esercizi di posizionamento politico. È un tempo che dovrebbe essere utilizzato per chiarire priorità, responsabilità e strumenti di governo, non per anticipare schieramenti senza aver prima definito contenuti.

In questo quadro emerge un elemento di incoerenza che merita attenzione: avviare il confronto pubblico partendo dalle alleanze, prima ancora di aver chiarito programmi, metodi e criteri di decisione, significa rovesciare il senso stesso della partecipazione. Le alleanze dovrebbero rappresentare l’esito di un confronto serio; trasformarle nel punto di partenza rischia di irrigidire il dibattito e di allontanare ulteriormente i cittadini.

Partecipare non significa essere semplicemente convocati a sostenere percorsi già tracciati.

Significa poter incidere sulle scelte, conoscere chi decide, comprendere come vengono assunte le decisioni e con quali responsabilità. In assenza di questi elementi, la partecipazione rischia di ridursi a una cornice simbolica, utile più alla comunicazione politica che alla qualità della democrazia.

Particolare attenzione meritano i temi dell’ambiente e della salute pubblica, che incidono direttamente sulla vita delle persone. Anche in questo ambito, le enunciazioni di principio non sono sufficienti. Le difficoltà più volte emerse nel costruire strumenti strutturati di confronto e monitoraggio evidenziano una distanza tra dichiarazioni e capacità di dare vita a percorsi stabili, trasparenti e responsabili. La partecipazione non può essere evocata a intermittenza né adattata alle convenienze del momento.Fondamentale resta il ruolo dei corpi intermedi, associazioni, comitati, realtà sociali, che non possono essere utilizzati come strumenti di legittimazione occasionale, ma devono essere riconosciuti come interlocutori permanenti, nel rispetto dei ruoli e delle istituzioni.

Come Unione di Centro per la città di Aprilia, riteniamo che la partecipazione democratica debba essere tutelata da ogni forma di strumentalizzazione. Promuovere la partecipazione significa assumersi la responsabilità di rendere chiari i processi decisionali, i soggetti chiamati a decidere e i limiti entro cui tali decisioni vengono assunte.

In questa prospettiva diventa indispensabile recuperare anche un autentico galateo della politica, fondato sulla chiarezza delle posizioni, sulla sobrietà del linguaggio e sulla coerenza tra parole e comportamenti. La fiducia non si costruisce con dichiarazioni di principio, ma con metodi riconoscibili e scelte conseguenti.

Se esiste un terreno comune da cui ripartire, esso non può che fondarsi su partecipazione reale, responsabilità esplicite e rispetto reciproco. Solo così può aprirsi una nuova stagione civica, nella quale la politica torni a essere servizio e costruzione condivisa, e non semplice competizione tra schieramenti.

La partecipazione è una scelta quotidiana.

È una responsabilità collettiva.

È una prova di coerenza, prima ancora che una parola.”

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