Aprilia, Multiservizi: esternalizzazione del servizio pulizie “illegittima”. Nuovo appello dei sindacati alle Commissarie.
Cgil, Cisl e Uil Funzione Pubblica chiedendo la sospensione dell’esternalizzazione del servizio.
Aprilia, Multiservizi: l’esternalizzazione del servizio di pulizie degli immobili Comunali ritenuta “illegittima”. A poche ore dal passaggio del servizio alla cooperativa Diemme”, che dovrebbe avvenire questo mercoledì 1° aprile, i sindacati lanciano un ennesimo appello alle Commissarie Straordinarie del Comune e al Prefetto di Latina, chiedendo la sospensione dell’esternalizzazione del servizio. La missiva - firmata da Cgil, Cisl e Uil Funzione Pubblica - viene inviata anche al collegio dei liquidatori dell’Asam di Aprilia. “Non si può procedere senza prima un confronto” sottolineano le tre sigle sindacali che annunciano, nel caso il loro appello resti inascoltato: “ricorreremo al giudice del lavoro ed anche al competente organo giurisdizionale in materia di contabilità pubblica”. Per il 3 aprile era già stato annunciato un sit-in sotto la Prefettura di Latina e per il 13 aprile uno sciopero di due ore dei lavoratori.
“Le scriventi Organizzazioni Sindacali, - scrivono Vittorio Simeone della CGIL, Enza Del Gaudio della CISL e Ida De Masi della UIL FPL - così come in precedenza più volte evidenziato, chiedono la sospensione dell’esternalizzazione del servizio di pulizie previsto per il prossimo 1 aprile. A tal fine fanno presente che tale esternalizzazione presenta forti dubbi di legittimità non avendo rispettato i vincoli di legge e di CCNL.
In relazione ai vincoli di legge l’attribuzione presenta criticità sull’economicità del servizio così come proposto con determina dirigenziale, rispetto ai costi rilevati dall’Azienda speciale.
Sicuramente - proseguono le tre sigle sindacali - è, comunque, illegittimo per il mancato rispetto dell’articolo 5 del CCNL Funzioni Locali 2019- 2021, il cui comma 3, Lett. f, il quale stabilisce, che prima dell’adozione di atti e decisioni che incidono sull’organizzazione del lavoro, con trasferimento o conferimento di attività ad altri soggetti pubblici o privati, ai sensi dell’art.31 del Dlgs n. 165/2001, l’amministrazione è obbligata ad attivare preventivamente l’informazione e il confronto.
L’obbligo di informazione e confronto preventivo dal predetto art. 5, comma 3, presuppone necessariamente la convocazione delle parti sindacali interessate prima dell’assunzione delle determinazioni, quale condizione essenziale per garantire la tutela del personale impiegato nei servizi e nelle attività oggetto di trasferimento o conferimento.
L’assenza di tale fase procedimentale configura una lesione delle prerogative sindacali e un vulnus al sistema delle corrette relazioni sindacali delineato dal contratto collettivo nazionale, con ovvio ricorso all’autorità giudiziaria per la tutela dei lavoratori interessati.
Qualora non vi sia la sospensione richiesta, le scriventi OO.SS. ricorreranno, oltre al giudice del lavoro, anche al competente organo giurisdizionale in materia di contabilità pubblica.
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