Aprilia - Spari a Roma, "Solidarietà a Rossana e Nicola"
Il commento dei circoli di Aprilia di Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano e Sinistra Anticapitalista dopo i fatti del 25 aprile
I circoli di Aprilia di Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano e Sinistra Anticapitalista esprimono piena solidarietà e vicinanza “alla compagna Rossana e a suo marito Nicola, entrambi feriti a Roma da colpi di pistola ad aria compressa sparati da una persona a bordo di uno scooter, col volto nascosto da un casco integrale e poi subito dileguatosi”.
Il commento in una nota inviata dopo aver appreso i fatti avvenuti nella capitale
“Un episodio gravissimo,- spiegano - oltre che per la sua pericolosità materiale, anche per la sua valenza politica: l’aggressore ha colpito in un parco pieno di persone (comprese/i molte/i bambine/i) al termine di una delle manifestazioni per il 25 aprile, in cui si ricorda la Resistenza antifascista e la fine della violenza del regime fascista.
Il fatto rievoca le squadracce fasciste che un centinaio di anni fa organizzavano violente spedizioni punitive, armati di manganelli e fucili contro sindacati, partiti di sinistra, operai e contadini.
La presidente Meloni ovviamente non dice una parola su un fatto così grave, così come ha sempre taciuto sul genocidio del popolo palestinese.
Trova però il tempo per “indignarsi” della “cacciata” dal corteo del 25 aprile - che celebra la fine della guerra, dell’occupazione nazista e del fascismo - della Brigata ebraica, la quale esibisce consapevolmente e provocatoriamente le bandiere israeliane, simbolo della guerra, dell’occupazione israeliana sulla Palestina e del regime di apartheid sionista che vede e tratta il popolo palestinese in modo molto simile a come i nazisti vedevano e trattavano un tempo il popolo ebraico.
Ci dicono che l’antifascismo non ha più motivo di essere, perché il fascismo è finito. Il fascismo storico è certamente finito, grazie a tante donne e tanti uomini, anche giovanissime e giovanissimi, che l’hanno combattuto rischiando prigione, deportazioni, campi di lavoro o sterminio, torture e morte, ma è importante continuare a portare avanti l’antifascismo proprio perché il passato, certamente in altre forme, non possa tornare, come invece sta succedendo proprio sotto i nostri occhi in Palestina e in molte altre parti del mondo dopo imperano guerra e barbarie.
L’attualità dell’antifascismo e della sua necessità, inoltre, è evidente anche se guardiamo all’attuale governo, quello di Giorgia Meloni, pieno di nostalgici del fascismo, da sempre insofferente alla Festa della Liberazione dal nazifascismo, tra un presidente del Senato che vorrebbe “omaggiare anche i caduti di Salò” (cioè i fascisti) e decreti “sicurezza” repressivi degni di uno stato autoritario che prevede fermi preventivi (cioè senza aver commesso alcun reato) fino a 12 ore a discrezione delle forze dell’ordine, nuove pene contro chi protesta anche in forma pacifica, lo scudo penale per le forze dell’ordine libere di fare quello che vogliono senza pagarne le conseguenze. Anche se alla fine il bonus per gli avvocati che riescono a convincere una persona migrante ad andarsene dall’Italia è stato ritirato per evidente incostituzionalità, le politiche razziste sono il fulcro di questo governo, come il centro in Albania, che evoca le deportazioni nei lager nazisti e tutte le politiche “remigratorie”, che vede le persone migranti non come persone con diritti, ma come persone di categoria inferiore da eliminare come possibile, rinchiudendoli, deportandoli o facendoli morire in mare.
Ora e sempre Resistenza!
L’antifascismo è divisivo solo per chi è fascista!”
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