CISTERNA - Lascia una carriera da violinista per diventare missionario e sacerdote. Questo sabato l’ordinazione di Diego Fieni.

Lascia una carriera da violinista per diventare missionario e sacerdote. Questo sabato l’ordinazione di Diego Fieni. La diocesi di Latina concluderà il mese missionario di ottobre con la felice occasi...

A cura di Redazione
25 ottobre 2019 10:17
CISTERNA - Lascia una carriera da violinista per diventare missionario e sacerdote. Questo sabato l’ordinazione di Diego Fieni. -
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Lascia una carriera da violinista per diventare missionario e sacerdote. Questo sabato l’ordinazione di Diego Fieni. La diocesi di Latina concluderà il mese missionario di ottobre con la felice occasione dell’ordinazione sacerdotale di un giovane missionario, don Diego Fieni, 36 anni, originario di Cisterna. Domani alle 18.00, nella chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, il vescovo Mariano Crociata presiederà il rito dell’ordinazione presbiterale, concelebrando con i sacerdoti pontini e quelli della Comunità Missionaria di Villaregia. Nella stessa chiesa  parrocchiale, domenica 27 ottobre alle 11.30, don Diego presiederà la sua prima messa.

Questo venerdì, nella medesima parrocchia i missionari della Comunità di Roma animeranno una veglia di preghiera per le vocazioni.

Diego Fieni ha vissuto a Cisterna di Latina fino al 2010 quando è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia, compiendo gli studi filosofici a Pordenone e quelli teologici a Verona. Quella di Diego Fieni è una vocazione adulta, arrivata quando era già inserito nel mondo del lavoro. Infatti, dopo le scuole superiori e gli studi presso il Conservatorio musicale di Latina, conseguendo il diploma di Violino, è stato professore d'orchestra in varie realtà, viaggiando molto anche all'estero, fino a quando ha deciso di rispondere alla vocazione sacerdotale e missionaria al termine di un periodo di discernimento.

Alla vigilia di questo importante passo don Diego condivide: “Il cammino fatto in questi anni nella Comunità Missionaria di Villaregia mi ha condotto a esprimere a Dio un sì sempre più libero e consapevole. Dire sì a Dio significa per me dire sì ai fratelli e alle sorelle che Egli mi pone accanto ogni giorno, al Carisma che mi chiede di vivere e custodire, a quei poveri che sono destinatari privilegiati della Buona Notizia del regno.

Desidero davvero essere un sacerdote “prossimo ai poveri”; il mio partire non lo vedo in contrasto con il rimanere in comunione con la Chiesa locale nella quale sono cresciuto e che sento mi invia verso i confini della terra. Sento di essere un piccolo pezzetto della diocesi di Latina inviato verso quei luoghi in cui la buona notizia del Vangelo aspetta ancora di fiorire nella bellezza di nuove sue espressioni”.