La Finanza di Latina ritira dal mercato 13 mila articoli per la cura della persona.

Non erano a norma e, quindi, potenzialmente pericolosi per la salute.

08 maggio 2026 10:25
La Finanza di Latina ritira dal mercato 13 mila articoli per la cura della persona. -
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La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Latina, ha sottoposto a sequestro oltre 13 mila articoli - tra forbicine, pinze e lime per le unghie, glitter e decorazioni per onicotecnica - non conformi alle normative in materia di sicurezza. Erano destinati a centri estetici e ai privati. Il blitz delle fiamme gialle è scattato in un esercizio commerciale del capoluogo pontino. Il titolare, segnalato all’Autorità, rischia ora una sanzione fino a 26mila euro. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro e ritirato dal commercio.

“Dopo una specifica attività informativa e di monitoraggio dei profili social e delle banche dati in uso al Corpo, le Fiamme Gialle, nel corso di un servizio predisposto per il contrasto alla vendita di merce non sicura a tutela dei consumatori, - spiegano dal Comando Provinciale della Finanza - hanno sottoposto a sequestro oltre 13 mila articoli, che venivano utilizzati per la cura della persona.

L’attività ha consentito alle Fiamme Gialle del Gruppo di Latina di riscontrare numerose irregolarità riguardanti l’assenza delle informazioni obbligatorie previste dal codice del consumo, tra cui i dati del produttore o dell’importatore, l’indicazione del luogo d’origine, nonché le necessarie istruzioni, avvertenze e precauzioni d’uso.

I prodotti risultati non conformi alle normative vigenti e, di conseguenza, potenzialmente pericolosi per la salute, sono stati sottoposti a sequestro amministrativo e immediatamente ritirati dal commercio.

A seguito del sequestro amministrativo dei prodotti irregolari, il titolare dell’esercizio commerciale è stato segnalato alla competente Autorità ed è stata elevata la prevista sanzione amministrativa fino a un importo massimo di circa 26.000 euro, di cui al decreto legislativo n. 206/2005.

La produzione e la commercializzazione di prodotti non sicuri, - precisano le fiamme gialle - oltre a rappresentare un rischio per la salute dei consumatori, alterano le corrette dinamiche di mercato a danno delle regole di concorrenza. Contrastare tale fenomeno contribuisce a creare le condizioni per rafforzare la competitività delle aziende e degli operatori che, invece, operano nella piena legalità e che il Corpo si pone l’obiettivo di tutelare”.