Caos medici di base ad Ardea, 91enne costretta ad andare a Rocca di Papa

Tutto nasce dalla scadenza del contratto "provvisorio" del Dott. Cosimo Gabriele Russillo, medico stimato che da tre anni opera ad Ardea con un ambulatorio a pochi metri dalle abitazioni dei suoi assistiti.

26 marzo 2026 14:21
Caos medici di base ad Ardea, 91enne costretta ad andare a Rocca di Papa -
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Sanità, Caos ad Ardea: Pazienti di 91 anni “esiliati” a 35 km per un medico di base. La denuncia  per “interruzione di pubblico servizio”.

Una cittadina di 91 anni, residente a Tor San Lorenzo, costretta a scegliere un medico di base a Rocca di Papa o Grottaferrata (oltre 35 km di distanza) perché nel proprio comune non risultano posti disponibili. È la paradossale situazione denunciata da Silvia Matricardi, che ha inviato una formale diffida alla ASL Roma 6 per l'imminente interruzione del servizio di medicina generale sul territorio.

Il caso del Dott. Russillo

Tutto nasce dalla scadenza del contratto "provvisorio" del Dott. Cosimo Gabriele Russillo, medico stimato che da tre anni opera ad Ardea con un ambulatorio a pochi metri dalle abitazioni dei suoi assistiti. Nonostante la cronica carenza di medici sul litorale e la disponibilitĂ  del professionista, la ASL non ha provveduto alla stabilizzazione del rapporto, ponendo circa 1.000 cittadini di fronte a un bivio inaccettabile.

Odissea burocratica e barriere architettoniche

"Mia madre, classe 1935, assume farmaci salvavita e non puĂČ permettersi vuoti nelle prescrizioni”, spiega Silvia Matricardi. “Cercando un sostituto sul portale della ASL — rimasto bloccato per ore — ho scoperto che gli unici medici assegnabili si trovano a Rocca di Papa, Frascati o Grottaferrata. Per una persona di 91 anni, questo significa perdere ogni autonomia: raggiungere l'ambulatorio richiederebbe ore di auto o di mezzi pubblici, trasformando un diritto fondamentale in un privilegio per chi ha figli disposti a prendere intere giornate di permesso dal lavoro”.

La Diffida alla ASL

Nella diffida inviata al protocollo della ASL Roma 6, vengono citati l’Articolo 32 della Costituzione e la violazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). La denuncia punta il dito sulla mancanza di programmazione e sulla violazione del principio di prossimità delle cure.

"Non risulta un calo delle tasse a fronte di questa riduzione dei servizi”, continua la nota. “Riteniamo questo quadro non solo vergognoso, ma penalmente rilevante come interruzione di pubblico servizio. Chiediamo che la ASL garantisca immediatamente la continuità assistenziale ad Ardea, stabilizzando chi già opera sul territorio o garantendo un sostituto in loco”.

Appello alle istituzioni

La vicenda di Tor San Lorenzo non Ú un caso isolato, ma lo specchio di una gestione della medicina territoriale che sembra ignorare le reali necessità dei pazienti fragili e cronici. I cittadini chiedono un intervento urgente della Direzione Generale della ASL Roma 6 e delle istituzioni comunali per evitare che, dal 1° aprile, centinaia di anziani restino senza il loro presidio sanitario di riferimento.