"Tagli all'editoria, si pensi alle testate che rischiano di chiudere"

“Con i tagli al mondo dell’editoria mi pare chiaro che l’obiettivo èquello di sopprimere ogni sostegno al mondo dell’informazione, soprattuttolocale”. Giuseppe Simeone (FI), interviene a seguito del p...

A cura di Redazione
22 febbraio 2019 17:45
"Tagli all'editoria, si pensi alle testate che rischiano di chiudere" -
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“Con i tagli al mondo dell’editoria mi pare chiaro che l’obiettivo è
quello di sopprimere ogni sostegno al mondo dell’informazione, soprattutto
locale”. Giuseppe Simeone (FI), interviene a seguito del protocollo d’intesa
sul pluralismo dell’informazione, firmato da Vito Crimi, sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, con Davide Barillari, presidente della 3/a
Commissione Consiliare della Regione Lazio. “Bisogna mettere in atto ogni
azione possibile per evitare che si dia un ulteriore colpo alla libertà di
stampa dopo il drastico ridimensionamento dei fondi per l'editoria –afferma il
presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione socio
sanitaria e welfare della Regione Lazio- Crimi predica bene, ma razzola male.
Cosa significa voler premiare il giornalismo vero e puro? Cosa vuole dire
studiare strumenti atti a valorizzare quei media che si contraddistinguono per
lealtà, indipendenza, imparzialità, completezza dell’informazione? Perché il
giornalista non dovrebbe essere più centrale nella diffusione delle notizie? Io
dico che occorre partire dal valore della libertà di stampa. Senza giornali e
giornalisti non c'è filtro alle notizie. Se esiste oggi il problema delle fake
news lo si deve al fatto che non c'è chi controlla la veridicità delle notizie.
Ma il problema vero è un altro. Prima di fare tagli bisognerebbe verificare e ascoltare.
Con la decisione presa sarà inevitabile la chiusura di gran parte dei giornali
editi da cooperative di giornalisti e poligrafici. I grandi gruppi editoriali
già non attingono al Fondo per il pluralismo. Sono i piccoli, i quotidiani
provinciali (che il più delle volte sono riusciti a sopravvivere proprio grazie
al fatto di essere editi da cooperative, da onlus o enti morali) a rischiare di
chiudere. A Vito Crimi voglio ricordare una cosa: accedere ai fondi non è una
passeggiata, richiede bilanci certificati, regolarità contributiva e
retributiva, assunzione dei soci, contributo in base alle copie vendute. Il
rischio è che tra 3 anni, se non subentra una nuova legge sull’editoria, tutti
i giornali di questo tipo faranno fatica a sopravvivere. Sono a rischio circa
diecimila posti di lavoro. Ma la cosa bizzarra è che con il decreto
milleproroghe sono stati previsti i fondi a favore delle società di
distribuzione, le edicole. Cosa giusta, ma bisognerebbe spiegare ai 5 Stelle
che senza i giornali le edicole non hanno nulla da vendere. In tutto il mondo
sono previste forme di di finanziamento pubblico alla cultura e all’editoria.
Ci si dovrebbe preoccupare di garantire certezze e dare prospettive alle
imprese perché raggiungano un equilibrio economico. Senza la carta stampata si
rischia di dare campo libero alle informazioni 'pilotate' e alle fake news. Ed
è proprio questo l’obiettivo dei tagli ai fondi per il pluralismo. I 5stelle
non vogliono che la gente s’informi ma che venga indirizzata solo dal web, dalla
piattaforma Rosseau. A questi signori ricordo che le voci diverse, anche se
critiche, sono il sale della democrazia liberale”.

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