AL MUSEO DIOCESANO DI ALBANO DONATA OPERA DI GIACOMO MANZÙ
Si tratta di un bozzetto originale del 1988, eseguito in occasione della realizzazione della grande statua “Madre con bambino”
Mercoledì 20 maggio, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Giacomo Manzù. Volti e presenze”, realizzata nell’ambito del Festival della Comunicazione, la Fondazione Giacomo Manzù, per mano di Giulia Manzoni, figlia di Giacomo Manzù e presidente del Consiglio di amministrazione, ha fatto dono allo stesso Museo Diocesano di un’opera originale del maestro, “Il bambino”, entrata a far parte della collezione museale.
Si tratta di un bozzetto originale del 1988, eseguito in occasione della realizzazione della grande statua “Madre con bambino”: una scultura monumentale, donata all’Onu dallo Stato italiano, per la sede di New York, alla presenza dell’allora presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, il 16 ottobre del 1989.
Il dono è stato ricevuto dal vescovo Vincenzo Viva, che ha espresso profonda gratitudine per il gesto. «È con grande gioia ed emozione – ha detto Viva – che accogliamo nella collezione del nostro Museo Diocesano l'opera di un artista di fama mondiale, il cui genio è universalmente riconosciuto e che, con la sua stessa presenza, ha dato lustro anche al nostro territorio. Inoltre, siamo felici di aver avviato con la Fondazione Manzù e la Raccolta Manzù una bella collaborazione, che può essere considerata già un ulteriore frutto del Festival della Comunicazione».
Presenti all'inaugurazione della mostra al Museo Diocesano, oltre al vescovo Viva e a Giulia Manzoni, anche la direttrice della Raccolta Manzù di Ardea, Maria Sole Cardulli, il direttore del Museo Diocesano di Albano, Roberto Libera, e la consigliera regionale Edy Palazzi.
In esposizione, fino al 20 giugno al Piano Nobile di Palazzo Lercari, ci sono 4 sculture bronzee e 15 bozzetti per la creazione di statue in bronzo, realizzati da Manzù in periodi differenti della sua vita. «Con questa esposizione dedicata a un artista di fama mondiale – dice Roberto Libera – il Museo Diocesano di Albano ha ripreso la sua attività volta a ospitare mostre di alto livello, per qualità e spessore. L’occasione, poi, è stata utile e preziosa anche per stabilire una serie di rapporti sia con la Raccolta Manzù di Ardea, diretta da Maria Sole Cardulli che ringrazio per la disponibilità e la collaborazione nel prestare le opere in mostra, sia con la Fondazione Manzù, guidata dalla figlia di Giacomo Manzù, Giulia, alla quale va uno speciale ringraziamento per il dono al Museo Diocesano un’opera originale del maestro».
L'evento è inserito nel calendario del Festival della Comunicazione, ospitato quest'anno dalla Diocesi di Albano sul tema “Custodire voci e volti umani”. «La cornice del Festival della Comunicazione – ha concluso Libera – ci ha permesso di focalizzare l’attenzione sui volti rappresentati da Manzù nelle opere esposte, che abbiamo messo “in dialogo” con le opere già presenti nella collezione museale. Ad esempio, un busto della moglie di Giacomo Manzù, Inge, è stato posto nella Sala Mariana del Museo, accostando la donna più importante della Cristianità alla donna più importante nella vita dell’artista. Oppure, due bozzetti dedicati a opere sulla violenza nella storia sono stati collocati nella Sala della Via Crucis».
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