Marchi contraffatti e gioco illegale: operazione della Finanzai del Comando Provinciale di Roma.
Sequestrati 10mila articoli contraffatti dei popolari brand “Labubu” e “Pokemon”.
I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un articolato piano di interventi volti al contrasto dell'illegalità economica nel territorio della Capitale, focalizzando l'azione sulla repressione della contraffazione e sul monitoraggio del comparto del gioco pubblico. In una prima operazione, i militari del 3° Nucleo Operativo Metropolitano hanno individuato, presso un'attività commerciale riconducibile a un cittadino di nazionalità cinese, oltre 10.000 portachiavi recanti marchi contraffatti dei popolari brand “Labubu” e “Pokemon”.
La merce è stata posta sotto sequestro e il titolare è stato deferito a piede libero alla Procura della Repubblica di Roma per i reati connessi alla tutela della proprietà industriale.
Parallelamente, i militari del 5° Nucleo Operativo Metropolitano hanno intensificato i controlli sul rispetto delle normative a contrasto del gioco illegale.
L’intervento ha interessato due società di ristorazione dotate di apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro (slot machine), le quali sono state sanzionate per aver mantenuto le macchine in funzione al di fuori delle fasce orarie consentite.
L’Ordinanza Sindacale n. 111/2018 di Roma Capitale impone infatti rigide limitazioni, stabilendo che tali dispositivi possano operare esclusivamente nelle fasce 09:00-12:00 e 18:00-23:00, inclusi i festivi.
L'inosservanza di tali prescrizioni comporta sanzioni pecuniarie e, in caso di recidiva, la sospensione dell'attività degli apparecchi fino a cinque giorni. Queste restrizioni sono parte integrante di una strategia di salute pubblica finalizzata a ridurre i rischi legati alla dipendenza da gioco e a garantire che le attività ludiche si svolgano in una cornice di legalità e sicurezza per i consumatori.
Tali operazioni testimoniano il costante impegno del Corpo a tutela dell’economia legale e della leale concorrenza, a salvaguardia degli imprenditori onesti e della fede pubblica.
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