San Felice Circeo - Aveva il divieto di comunicare con la ex, la tempesta di messaggi e minacce
Lunedì scorso, 17 maggio, è stato necessario l’intervento dei carabinieri per porre fine all’ennesima persecuzione.
Non poteva avvicinare l’ex compagna, né parlarle o comunicare con lei, era dotato anche di braccialetto elettronico, nonostante ha continuano a inviare messaggi con minacce e offese.
Lunedì scorso, 17 maggio, è stato necessario l’intervento dei carabinieri per porre fine all’ennesima persecuzione.
I Carabinieri della Stazione di San Felice Circeo hanno arrestato, in flagranza differita, un uomo di 66 anni del posto, già noto alle forze di polizia, già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento e comunicazione nei confronti dell'ex compagna, con applicazione del braccialetto elettronico, nell'ambito di un procedimento per stalking.
I fatti
Secondo quanto ricostruito dai militari dell'Arma, nella serata del 17 maggio l'uomo avrebbe inviato numerosi messaggi dal contenuto minaccioso e ingiurioso al telefono cellulare della persona offesa, violando così le prescrizioni imposte dal provvedimento cautelare già in vigore. I messaggi sono stati acquisiti agli atti dai Carabinieri, che, d'intesa con il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Latina, hanno proceduto all'arresto per violazione del divieto di avvicinamento e delle misure imposte dall'Autorità Giudiziaria. L'arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto nelle camere di sicurezza della Compagnia di Terracina in attesa della convalida dell'arresto che si è tenuto nella mattinata di ieri con rito direttissimo presso il Tribunale di Latina e che si è concluso con la convalida dell'arresto e l'applicazione dell'ulteriore misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di San Felice Circeo.
Serie di casi di stalking sul territorio
Si tratta di un ulteriore intervento dell'Arma dei Carabinieri che testimonia la rilevante attenzione rivolta al delicato fenomeno della violenza di genere dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, diretta dal Dott. Gregorio Capasso, e le forze di polizia tutte, attraverso un'incisiva attività di contrasto.
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