Sanità, stallo su ospedale Anzio-Nettuno. I sindaci: "La situazione in un anno peggiorata"
Al vertice in Regione grande assente il Presidente Rocca. "È utile ricordare che l’ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno serve una popolazione di oltre 200mila abitanti"
La situazione dell’ospedale e dei servizi sanitari sul territorio di Anzio e Nettuno “è peggiorata rispetto a un anno fa”. È quello che i sindaci, Aurelio Lo Fazio e Nicola Burrini, hanno evidenziato durante l’incontro che si è svolto ieri in Regione con presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma, la presidente della commissione regionale sanità, Alessia Savo e il direttore generale della Asl Roma 6, Giovanni Profico. "Ringraziamo il presidente Aurigemma ma è mancato l'interlocutore principale, il direttore della salute Andrea Urbani. Abbiamo sentito cose già note e ancora irrisolte, ma il direttore generale non è andato oltre la buona volontà, proponendo ancora una volta date incerte sulla chiusura dei cantieri e l’arrivo di personale"
Dai reparti ospedalieri ai servizi territoriali, fino alle liste d’attesa: “I dati messi a confronto confermano un andamento negativo. “La situazione – aggiungono Lo Fazio e Burrini - deve essere affrontata necessariamente nell’ottica di un’offerta di salute sul bacino del Litorale sud di Roma e deve farlo il presidente Rocca che ha la delega alla sanità o il direttore Urbani che aspettavamo ma non si è visto”.
I sindaci hanno ricordato che l’ospedale “ha un’utenza che non serve solo Anzio e Nettuno ma anche Ardea e Pomezia, mentre durante l’estate si fa carico della presenza di turisti che porta la popolazione a triplicare. Lo stesso discorso vale per i servizi ambulatoriali, la prevenzione, la ‘presa in carico’ dei pazienti fragili. Abbiamo chiesto e chiediamo di definire la centralità del ruolo dell’ospedale del Litorale sud di Roma e dei servizi sul territorio, quindi di aumentare il personale nell’imminenza della stagione estiva, avere certezze sui progetti avviati, i lavori in corso e i cantieri da aprire”.
Inoltre: “Va colmata la chiusura del punto nascita dopo che abbiamo avuto la certezza con l’approvazione del documento tecnico: ‘Programmazione della rete ospedaliera 2026-2028’ della definitiva chiusura. Scelta molto discutibile, a fronte della quale auspichiamo almeno la possibilità di avere servizi degni di tale nome per l’intero percorso nascita, potenziando il consultorio e i servizi ambulatoriali e al tempo stesso prevedendo il potenziamento della ginecologia ospedaliera, da subito e non con promesse che continuano a restare tali”.
Alla situazione già difficile si è aggiunta, di recente, la questione del Centro salute mentale, dove sono presenti solo 2 medici (un dipendente a tempo determinato e uno a convenzione con orari stabiliti da contratto) e dal 2025 non sono stati presi provvedimenti.
Sulle liste d’attesa, tre prestazioni campione come colonscopia, ecografia mammaria bilaterale ed elettrocardiogramma da sforzo non erano prenotabili un anno fa e non lo sono ora, tra Anzio e Nettuno, mentre nella Roma 6 servono mesi e per una prestazione immediata occorre fare il giro del Lazio.
“Siamo consapevoli che il ruolo dell’ospedale del Litorale sud deve essere quello di ‘spoke’ ovvero garantire servizi essenziali, stabilizzare i pazienti e inviarli in casi gravi agli ‘hub’ di riferimento – osservano i sindaci – ma proprio per questo occorre necessariamente un aumento di personale a cominciare dal pronto soccorso. Incremento che Regione Lazio e Asl potrebbero garantire, intanto, attraverso una mobilità mirata durante la stagione estiva, anche attraverso strumenti di incentivo come avviene già in altre aziende. Un principio che può valere per il nostro nosocomio come per gli altri che si trovano lungo la costa, dove aumentano le presenze nel corso dell’estate. Non se ne fa un discorso di campanile, ma di garanzie per i cittadini”.
L'intervento della politica
“L’incontro che si è svolto ieri tra i sindaci di Anzio e Nettuno e il presidente Aurigemma non ha dato i frutti sperati. Grandi assenti l’assessore alla Sanità, nonché Presidente, Francesco Rocca, e il direttore alla Salute Andrea Urbani, che dimostrano scarso interesse per le sorti della sanità dell’intero bacino del litorale a sud di Roma.
È utile ricordare che l’ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno serve una popolazione di oltre 200mila abitanti, che triplica nella stagione estiva ormai alle porte. È urgente investire nell’aumento di personale a cominciare dal pronto soccorso, garantendo subito la mobilità di medici e infermieri durante la stagione estiva, anche con strumenti di incentivo.
Rocca si sieda al tavolo con i sindaci di Anzio e Nettuno e ascolti le richieste e le proposte dei territori. Noi, insieme all’intera opposizione, abbiamo già presentato un emendamento in consiglio regionale: utilizzare il milione di euro messo a bilancio per la comunicazione del Presidente per potenziare il Piano estate per le ambulanze sull’intero litorale laziale e per finanziare la realizzazione di un asilo nido per i dipendenti dell’ospedale”.
Così in una nota il capogruppo M5S Lazio Adriano Zuccalà
La versione della Asl Roma 6
Nota del Direttore Generale Giovanni Profico a margine dell’incontro con i sindaci di Anzio e Nettuno
“Ringrazio il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, per aver promosso un confronto concreto con i sindaci di Anzio e Nettuno sulla situazione degli Ospedali Riuniti e della sanità del litorale.
L’incontro è stato utile per condividere lo stato delle attività e rafforzare un percorso comune finalizzato al miglioramento dei servizi sanitari sul territorio. La ASL Roma 6 è pienamente consapevole delle criticità esistenti, comprese quelle legate alle liste d’attesa e alla carenza di personale, problematiche che interessano l’intero sistema sanitario nazionale. Su questi fronti tutti gli sforzi possibili sono in essere, attraverso interventi organizzativi, nuove assunzioni destinate specificamente ai nuovi servizi sull’ospedale di Anzio e una programmazione orientata a rafforzare la capacità di risposta ai bisogni dei cittadini.
Per quanto riguarda gli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno, nella giornata di lunedì è atteso l’ultimo via libera autorizzativo necessario all’attivazione della Terapia Intensiva. Nella settimana successiva sarà quindi completato il trasferimento operativo di personale e pazienti, consentendo l’avvio dell’unità.
Il riscontro operativo sul campo, condiviso con il Presidente Antonello Aurigemma e con i Sindaci del territorio, è stato programmato per l’8 giugno 2026. In tale data risulteranno attivi sia i posti letto di Terapia Intensiva sia quelli di Terapia Subintensiva, questi ultimi a supporto della Medicina d’Urgenza, contribuendo concretamente al decongestionamento del Pronto Soccorso e al miglioramento della gestione dei pazienti ad alta complessità assistenziale.
Per la ginecologia sono in fase conclusiva i passaggi amministrativi e l’acquisizione delle professionalità necessarie, con attivazione prevista nel mese di giugno. Le camere operatorie a servizio del reparto sono già autorizzate.
Il rafforzamento del presidio passa anche attraverso la rete territoriale, con l’attivazione della Casa e dell’Ospedale di Comunità di Anzio presso Villa Albani e della Casa della Comunità di Nettuno. Per Villa Albani il completamento dell’apertura è previsto nella prima metà di giugno, mentre per Nettuno nella seconda metà del mese.
Si tratta di passaggi significativi inseriti in un più ampio percorso di potenziamento dell’offerta assistenziale, nel quale la collaborazione tra Regione Lazio, ASL e amministrazioni locali resta fondamentale”.
Lo dichiara il Direttore Generale della ASL Roma 6, Giovanni Profico, al termine dell’incontro promosso dal Presidente del Consiglio Regionale del Lazio con i sindaci di Anzio e Nettuno dedicato alla situazione degli Ospedali Riuniti.
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