Al Teatro Tognazzi di Velletri in scena “Follia”

Archivio Spettacolo e Cultura  

Pubblicato 16-04-2018 ore 15:07  Aggiornato: 28-04-2018 ore 20:04

Al teatro Tognazzi di Velletri, sabato 28 aprile andrà in scena “Follia” di Fabio Appetito. Protagonista Alessia Navarro che racconterà le storie di tre donne del Novecento tra drammi e poesia. La regia è di Matteo Tarasco.

di FABIO APPETITO

con ALESSIA NAVARRO

Regia di MATTEO TARASCO

Musiche di STEFANO MAINETTI

pianoforte: Gilda Buttà

violoncello: Luca Pincini

Costumi: Chiara Aversano

Spazio Scenico: Ilaria Nomato

Disegno Luci: Marco Laudando

Voce Off: Pietro Biondi

Ingegnere del suono: Tiziano Stampete

Assistente alla regia: Marta Selvaggio,

Fonico: Antonio Amore

Produzione Video: MV Pictures

Produzione esecutiva: UAO produzione

Ufficio stampa: Rocchina Ceglia,

Foto: Mauro Meconi

Grafica: Maurizio Alario

Follia è un viaggio nei meandri più segreti della mente di una donna che ha attraversato il secolo breve danzando sul limitare dell’abisso. Una donna che incarna e si lascia incarnare, come una sorta di possessione, da tre emblematiche figure della cultura del Novecento:

Alma Mahler, viennese di nascita, fu una delle donne più influenti e affascinanti del secolo scorso. Compositrice, pittrice e scrittrice. Fu denominata musa del secolo, per la sua capacità di ammaliare, innamorarsi, risposarsi continuamente. Marina Cvetaeva, tutt’oggi considerata una delle poetesse russe più influenti. Dalla vita tormentata, combatté il regime staliniano attraverso la parola. Fu per questo costretta a fuggire prima a Berlino, poi a Praga e infine a Parigi.

Kiki di Montparnasse fu definita la Regina di Montparnasse, di origini francesi, visse nell’effervescente Parigi degli anni venti, ispirando e facendo da modella per tutti gli artisti che lo desiderassero. Fu compagna di Man Ray per diversi anni. Lei la donna, di spalle e con le chiavi di violino, nel celebre Le violon d’Ingres del fotografo.

Alessia Navarro ci porterà a conoscere i lati più veri, umani, folli di queste tre donne che, attraverso le loro vite fuori dal comune ci hanno lasciato un vero e proprio testamento sentimentale.

Divenendo, infine, essa stessa una di loro: una donna rinchiusa in un manicomio immaginifico per non essersi accontentata di una vita soltanto.

Follia è dunque uno spettacolo che mira a restituirci un certo coraggio verso la banalità del quotidiano.

Note di Regia

Immaginiamo di raccontare la nostra storia avvalendoci di tre differenti piani di rappresentazione: il gesto agito dall’attrice sul palcoscenico; il suono, creato da un team di rumoristi dal vivo, posizionati in un angolo del palcoscenico, in un’azione mimetica che amplifica foneticamente il gesto agito dall’attrice sul palcoscenico; l’immagine, ripresa in diretta con telecamere a lato del palcoscenico e contemporaneamente proiettata su schermo cinematografico, al fine di evidenziare il gesto agito dall’attrice sul palcoscenico con dettagli e primi piani.

Il nostro spettacolo, risultato omogeneo dei tre suddetti piani rappresentativi, si configurerà come una sorta di making-off in presa diretta, una ibridazione tra radiodramma, video-clip e performance in un costante scambio dialettico di illusione ed elusione, nel senso antico di in-ludo ed ex-ludo, mettersi in gioco e contemporaneamente fuori gioco.

 

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