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CISTERNA – 52enne ludopatico perseguita e maltratta la madre per farsi consegnare i soldi della pensione

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CISTERNA – Un’anziana perseguitata dal figlio con il vizio del gioco. Tra maltrattamenti e minacce, la donna trova il coraggio di chiedere aiuto alla figlia che a sua volta chiama i carabinieri. La mattina del 1° giugno, dopo che l’uomo, di 52 anni e ludopatico da due decenni,  aveva preteso 200 euro, era rientrato in casa chiedendone altri 200, minacciando e spintonando la madre, peraltro invalida.

Una storia che già da novembre 2021 aveva allertato i Carabinieri di Cisterna che erano intervenuti presso l’abitazione della vittima poiché allertati dalla anziana che aveva loro riferito i maltrattamenti e le estorsioni del figlio.

Quindi, il 23 maggio scorso, i militari avevano dato applicazione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla parte offesa emessa dal Tribunale ordinario di Latina, ufficio del Gip, su proposta della Procura della Repubblica di Latina nei confronti del 52enne, in quanto a suo carico venivano riscontrati indizi di colpevolezza in ordine ai reati di maltrattamento, estorsione e rapina nei confronti dell’anziana madre convivente.

Lo scorso giovedì 2 giugno i Carabinieri, allertati da una telefonata giunta da un familiare, tornavano presso la casa degli anziani genitori e sorprendevano l’uomo nel letto mentre riposava. La madre inizialmente era restia a parlare con i Carabinieri per timore di ritorsioni da parte del figlio. Quindi l’uomo veniva condotto in Caserma e a quel punto la donna raccontava di vivere una situazione di profondo disagio in quanto il figlio, ludopatico da oltre 20 anni, aveva insinuato, con le sue minacce e violenze, terrore in casa. Precisava che nell’ultimo periodo la situazione era precipitata e il suo continuo fabbisogno di denaro, utilizzato per essere continuamente speso in sala giochi, lo aveva reso sempre più violento e le minacce di morte nei suoi confronti erano giornaliere. In merito ai fatti del 2 giugno riferiva che, nonostante il figlio fosse stato allontanato da quella abitazione, dal giorno successivo era riuscito a entrare a casa, impossessandosi illegittimamente e con la forza delle chiavi di casa. Riferiva, inoltre, di essere continuamente minacciata di morte dal figlio, minacce finalizzate alla continua richiesta di soldi.

In particolare riferiva che nella mattina del 1° giugno, i figlio venuto a conoscenza che aveva prelevato la pensione del mese di giugno, alle 11 circa, rientrato in casa, si rivolgeva a lei con fare minaccioso chiedendogli la somma in contanti di 200 euro. Al fine di ottenerli la minacciava di morte per poi aggredirla, spintonandola all’altezza delle scapole e solo per il fatto che lei in quel momento fosse seduta le impediva di cadere. A seguito di ciò, la donna, profondamente terrorizzata, per evitare ulteriori conseguenze, consegnava al figlio la cifra richiesta. Dopo un’ora circa il figlio tornava a casa e cominciava di nuovo a minacciare la madre di morte e si faceva consegnare altri 200 euro. Quindi la signora, preso coraggio, telefonava alla figlia e quest’ultima a sua volta allertava i Carabinieri.

L’attività rientra nelle attività di prevenzione e repressione dei reati di violenza di genere e in particolar modo riguardo ai reati commessi in danno di soggetti vulnerabili,  predisposte dal Comando Provinciale Carabinieri nella persona del Col. Lorenzo D’Aloia e del Reparto territoriale Carabinieri nella persona del Ten. Col. Paolo Guida. 

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