Continui disagi sulla Roma-Nettuno, pendolari esasperati: “Le cose devono cambiare”

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Pubblicato 06-12-2018 ore 15:20  Aggiornato: 13-12-2018 ore 15:09

Continui disagi sulla Roma-Nettuno. I pendolari sono esasperati. Il racconto del Comitato Pendolari FR8a Carrozza.

“Vorrei porre l’attenzione su quello che siamo costretti a subire quotidianamente su questi binari.

Sappiamo tutti che, “secondo la legge italiana, il trasporto ferroviario è un servizio universale, situazione che comporta degli oneri a carico di un gestore pubblico o privato di un servizio di pubblica utilità al fine di garantire un riferimento minimo predefinito di qualità di servizi, per i quali non sia possibile l’equilibrio economico, ma che si ritiene tuttavia necessario di garantire alla collettività, nel caso anche con meccanismi di compensazione finanziaria pubblica”.

Ora, succede che l’onere, dal gestore, si sia spalmato sulla collettività, determinando che ogni giorno (ottimisticamente) migliaia di persone paghino con la propria salute, il proprio tempo, il proprio lavoro, il proprio denaro,… le strabilianti politiche imprenditoriali di RFI, non mirate a fornire un servizio universale di qualità, ma a distogliere risorse, tecnologie, personale, adeguamenti e sviluppo dalla rete regionale per riversare tutto nel business dell’alta velocità.

Così, dopo tanto reclamato, denunciato, comunicato, richiesto, sollecitato, ci troviamo:

– con treni soppressi e ritardi di ore per passaggi a livello continuamente rotti (ieri due volte nello stesso giorno tra Aprilia e Campodicarne);

– con un insufficiente binario unico a servizio di 24.000 passaggi giornalieri, da anni in crescita esponenziale;

– con interruzioni di pubblico servizio, ormai inefficiente, inadeguato, inaffidabile;

– con introduzione di rotture di carico e salto di fermate, con conseguenti allungamenti della durata del viaggio;

– con persone sequestrate per ore sul treno bloccato in stazione (l’altro ieri sera fermate 80 minuti a Pomezia e ridotte a rincasare a Nettuno alle 2 di notte);

– con stazioni rimaste senza presidio, dove la gente osserva allibita a display (dove funzionano) su cui si susseguono informazioni contraddittorie e inverosimili, in un’escalation di stress, rabbia, impotenza, disperazione, prigioniera di irresponsabili incapaci.

In attesa che:

– il gestore della rete ferroviaria italiana si decida ad investire risorse, personale, intelligenze e progettualità sulla rete regionale,

– che avvii e completi i lavori dei sottopassi ferroviari, chiudendo tutti i pericolosi e incustoditi passaggi a livello, e restituisca la viabilità interrotta da anni sulla S.P. 107 Nettunense,

– che adegui l’infrastruttura di 150 anni fa alla domanda attuale e alla prospettiva di togliere dalla strada quante più auto private possibile,

– che il governo e l’Authority istituiscano un numero verde di emergenza e facciano rispettare al gestore le leggi vigenti, nell’immediato svolgimento dell’esercizio del trasporto pubblico in sicurezza e qualità, esigiamo  che RFI metta subito del personale ad ogni passaggio a livello, al fine di governare e garantire la sicurezza e la continuità del servizio pubblico, ripetutamente interrotto, senza alternative (obbligatorie per legge e per contratto di servizio) e senza che nessuno prenda adeguati provvedimenti giudiziari e amministrativi.

Infatti, la legge in Italia non è uguale per tutti: a noi ci arrestano e ci multano se, esautorati dal quotidiano disservizio, blocchiamo treni inadeguati sotto tutti i punti di vista per farci sentire, rimettendoci pure ore di lavoro.

Se chi espleta un servizio non sa mettersi a servizio, non serve… se non a fare danni alla collettività”.

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