Incendio allo stabilimento “Il Tritone” di Lavinio: fu intimidazione. 5 arresti, coinvolti anche 2 poliziotti

Archivio Cronaca  

Pubblicato 04-08-2020 ore 09:52  Aggiornato: 11-08-2020 ore 09:44

Si comunica che questa mattina alle 6.00, personale della Squadra Mobile della Questura di Roma, unitamente a personale del Commissariato di P.S. Anzio, al termine di una complessa indagine di P.G. coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri, ha dato esecuzione a nr. 5 Ordinanze di Custodia degli arresti domiciliari emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Velletri, fra cui due riguardanti due appartenenti alla Polizia di Stato in servizio al Commissariato di P.S. di Anzio e Nettuno.

Le indagini sono scaturite nell’anno 2019, da un atto intimidatorio concretizzatosi con l’incendio  allo stabilimento balneare  denominato  “Il TRITONE”,  sito in Anzio,  località Lavinia.

Tale struttura, già oggetto di sequestro e confisca da parte dello Stato veniva annualmente affidato in gestione a privati dall’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati per l’esercizio della stagione estiva.

L’atto intimidatorio era proprio finalizzato ad impaurire e scoraggiare eventuali  partecipanti all’asta quali gestori della struttura balneare per la stagione estiva 2019; difatti l’incendio dello stabilimento ha provocato l’allontanamento dei pretendenti consentendo ad una  sola persona, peraltro unica partecipante, di ricevere la conduzione della citata struttura.

Le serrate indagini, hanno consentito di risalire all’esecutore materiale del fatto (R.R.  di anni 52), al mandante (V.N. di anni 64) e alla persona che fraudolentemente si era aggiudicata l’asta (P.F. di anni 47), resisi responsabili in concorso dei reati di turbata libertà degli incanti, danneggiamento seguito da incendio, simulazione di reato e, per il solo mandante, anche per istigazione alla corruzione.

Le stesse indagini inoltre hanno portato ad acclarare il coinvolgimento anche dei due appartenenti alla Polizia di Stato (D.C. e F.M. entrambi di anni 47) che, sebbene estranei all’incendio della struttura balneare, sono comunque risultati responsabili a vario titolo dei reati di corruzione e di rivelazione di segreti di Ufficio a favore del mandante e truffa in danno dello Stato.

 

 

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