Voleva il pappagallo sequestrato che maltrattava, a giudizio per minacce e violenza

Archivio Cronaca  

Pubblicato 15-04-2019 ore 16:29  Aggiornato: 22-04-2019 ore 16:12

Le Guardie Zoofile dell’OIPA del nucleo di Roma, gli avevano sequestrato il pappagallo per detenzione illegale e maltrattamento.

Martino, così è stato chiamato il pennuto, è un esemplare di Amazone fronte gialla, specie protetta dalla convenzione di Washington, le Guardie Zoofile dell’OIPA capitolina lo avevano trovato malridotto, con le ali tagliate, all’interno di un’autodemolizioni (sfasciacarrozze) e lo avevano sequestrato, denunciando il titolare dell’attività e la moglie all’Autorità Giudiziaria per maltrattamento di animali e detenzione illegale di specie protetta dalla CITES.
Ovviamente Martino è stato sottratto alle grinfie dei suoi aguzzini e affidato in custodia giudiziaria in un contesto dove vive felice, curato e benvoluto.

Ma lo “sfasciacarrozze” nei giorni successivi si recò presso la sede dell’OIPA di Roma, convinto che il pappagallo si trovasse lì, con il chiaro intento di riprenderselo in un modo o nell’altro.
Alla chiara opposizione della Delegata della sezione e di una volontaria presenti in sede, lo “sfasciacarrozze” su tutte le furie minacciò le due, “vi strozzo, vi ammazzo, non finisce qua, ladri”, impedendo anche fisicamente alle volontarie di uscire dalla sede, fino all’arrivo dei Carabinieri del Comando Stazione S.Giovanni.

Per i maltrattamenti per Martino bisognerà ancora aspettare per avere Giustizia ma intanto lo “sfasciacarrozze” è stato rinviato a giudizio per minacce e violenza privata, rischia fino a 5 anni di reclusione, a giugno la prima udienza.

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