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Traffico di rifiuti, la Guardia di Finanza di Latina sequestra ad una società di Cisterna proventi illeciti per 6 milioni e mezzo di euro.

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Traffico di rifiuti, la Guardia di Finanza di Latina sequestra ad una società di Cisterna proventi illeciti per 6 milioni e mezzo di euro. Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno dato esecuzione alla misura cautelare reale disposta dal Tribunale di Roma, su richiesta della DDA capitolina, nei confronti di una società che avrebbe conseguito profitti illeciti derivanti dalla gestione di ingenti quantitativi di rifiuti speciali e urbani, pericolosi e non pericolosi, provenienti da privati, società ed imprese individuali, prive dell’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali. I rifiuti venivano raccolti e trasportati in violazione della normativa sullo smaltimento dei rifiuti. Il provvedimento cautelare ha riguardato conti correnti e crediti societari, fino al raggiungimento di oltre 6milioni e 300mila euro, pari al profitto conseguito illecitamente e di cui l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo funzionale alla confisca.

“Sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica capitolina, il personale del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza – si legge nella nota stampa – ha dato esecuzione alla misura cautelare reale disposta dal Tribunale di Roma nei confronti di una società che ha conseguito profitti illeciti derivanti dal traffico illecito di rifiuti (452-quaterdecies C.P.) commesso nel suo interesse o vantaggio dai dirigenti della stessa.

L’operazione costituisce l’esito di un’articolata e complessa attività investigativa svolta su delega della D.D.A. di Roma riguardante una società che, in violazione della normativa in materia ambientale, riceveva e gestiva illecitamente, ovvero in assenza della prescritta documentazione di legge, ingenti quantitativi di rifiuti speciali e urbani, pericolosi e non pericolosi, provenienti da privati, società e/o imprese individuali prive dell’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali, raccolti e trasportati in violazione della normativa sullo smaltimento dei rifiuti.

Al fine di distinguere i proventi legalmente conseguiti dalla società oggetto di indagine, da quelli, al contrario, frutto del traffico illecito e celati attraverso artificiose annotazioni contabili, – prosegue la nota – si è reso necessario un minuzioso esame contabile e documentale, il cui esito ha consentito di quantificare il profitto illecito conseguito dalla società e da quest’ultima ricavato rivendendo il prodotto derivante dalla lavorazione dei rifiuti acquisiti illegalmente.

Le indagini hanno dimostrato la rilevante incidenza dei conferimenti illeciti sul volume degli affari della società la quale, grazie alla condotta sistematica e prolungata nel tempo tenuta dai suoi vertici, aveva conseguito indubbi vantaggi in termini di ingenti profitti e di posizionamento sul mercato, rendendosi pienamente configurabile la responsabilità amministrativa dipendente da reato in capo ad essa ex D.Lgs. 231/07.

Il provvedimento cautelare emesso dal Tribunale di Roma su richiesta della D.D.A capitolina ha riguardato conti correnti e crediti societari fino al raggiungimento di Euro 6.366.301,81, pari al profitto illecitamente conseguito di cui l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo funzionale alla confisca.

Nel contesto della delicata congiuntura economica e finanziaria connessa alla fase post emergenziale, le indagini svolte – conclude la nota – testimoniano la costante attività di contrasto della Guardia di Finanza contro tutte le forme di illegalità economico-finanziaria che minano il corretto funzionamento dell’economia legale, alterando le regole di libera concorrenza del mercato, con l’obiettivo di contribuire alle prospettive di ripresa, di rilancio dell’economia e sviluppo del Paese”.

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