Confisca del tesoro di Zangrillo, Trano: “la conferma che i paletti antimafia sui finanziamenti alle imprese servono”

Archivio Politica  

Pubblicato 29-05-2020 ore 16:56  Aggiornato: 05-06-2020 ore 16:47

“C’è un uomo che abita a pochi chilometri da casa mia. Nel corso del tempo il suo nome è comparso in molte attività commerciali. Il suo successo si è dilatato a dismisura tra Formia e i centri vicini: società, terreni, proprietà immobiliari. Un impero che la Dia, indagando, ha indicato come frutto di attività criminali che vanno dal riciclaggio al narcotraffico. Si chiama Vincenzo Zangrillo. E oggi apprendo che la Corte d’Appello di Roma ha confermato la confisca di quel patrimonio fatto di immobili, società e conti bancari e stimato in oltre 22 milioni di euro. Zangrillo è considerato legatissimo ai Casalesi, il gotha della mafia campana, e mi gira in testa una domanda, una di quelle cattive, una di quelle che fanno paura. Quante aziende “sporche”, quante aziende di mafia in queste settimane stanno preparandosi ad assaltare la torta dei finanziamenti che il Governo ha predisposto? Quanti colletti bianchi hanno seguito i lavori parlamentari per capire quanto sarà forte la rete dei controlli? Con i miei colleghi in Commissione Finanze avevamo predisposto un protocollo per bloccare ogni tentativo di infiltrazione.  Lo abbiamo composto seguendo i consigli del procuratore antimafia Cafiero De Raho e dei capi delle Procure di Milano e Napoli, Greco e Melillo. Il governo non ci ha seguiti, ha predisposto una semplice auto-dichiarazione per i finanziamenti alle aziende. Questa scelta è stata duramente criticata da associazioni antimafia, magistrati e ha trovato eco sui media. Non finisce qui, però. In ogni sede, in ogni momento io continuo questa battaglia. Le confische dei beni mafiosi sono fondamentali ma non bastano. Tutti i Vincenzo Zangrillo devono sapere che lo Stato c’è, che siamo più bravi di loro a creare ricchezza seguendo le regole. Nelle prossime ore attiveremo una serie di iniziative per fare pressione sul Governo. I mafiosi e i loro colletti bianchi non devono nemmeno sentire l’odore dei soldi pubblici”. A dichiararlo Raffaele Trano, presidente Commissione finanze alla Camera.

 

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