World Congress of Families di Verona, le donne del Consiglio regionale del Lazio si schierano contro l’iniziativa

Politica  

Pubblicato 26-03-2019 ore 17:12  Aggiornato: 26-03-2019 ore 17:46

Le donne del Consiglio regionale del Lazio, dei gruppi del Partito Democratico e della Lista Zingaretti, si schierano contro il World Congress of Families (WCF), il meeting sovranista della famiglia, degli antiabortisti e degli omofobi, a cui hanno annunciato la partecipazione personalità importanti come il Ministro degli Interni, il Ministro della Famiglia e il Ministro dell’Istruzione.

In tal senso, oggi alla Pisana, è stata presentata la mozione, con cui le consigliere denunciano un’iniziativa considerata inaccettabile.
 
 “E’ inammissibile – si legge nella mozione – e contrario ai principi della Costituzione, della Carta europea dei Diritti dell’uomo e della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue che istituzioni pubbliche, come il Ministro della famiglia e della disabilità e le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, sostengano, anche solo indirettamente, un meeting dichiaratamente volto a diffondere una cultura di odio e discriminazione verso le persone LGBT+ e un attacco alla libertà di autodeterminazione della donna in una città, Verona, che è già nota per aver approvata una mozione comunale di contrarietà alla legge n.194”.

Nella mozione, le donne della maggioranza del Consiglio regionale impegnano quindi formalmente “il Presidente e la Giunta della Regione Lazio ad attivarsi presso il Ministro per la Famiglia e le disabilità, la Regione Veneto, la Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Verona affinché revochino ogni forma di sostegno all’evento che si svolgerà a Verona il 29, 30 e 31 marzo 2019” nonché “a continuare nel sostegno della condizione femminile e della comunità LGBT+”.

“Un atto forte – commentano le consigliere regionali del Lazio – affinché si condanni senza attenuanti una manifestazione, il Wcf, segnalata tra le organizzazioni portatrici d’odio più integraliste e degradanti per ogni essere umano e, in particolare, per le persone omosessuali e per le donne. Vale la pena ricordare, come abbiamo scritto nella mozione, che il WFC, in particolare, promuove relazioni familiari e sociali basate sulla subordinazione della donna all’uomo, con ogni più becero attacco alla esigenza di conciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro e all’autodeterminazione delle donne, degli affetti e delle famiglie”.    

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