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Un papà invade il campo e picchia l’arbitro con calci e pugni. Il Questore di Latina emette un D.A.Spo a suo carico.

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Un papà invade il campo durante la partita e picchia l’arbitro con calci e pugni. Il Questore di Latina, su proposta dei Carabinieri, emette un D.A.Spo. a suo carico, con il divieto di accedere a manifestazioni sportive per la durata di un anno. Il fatto è accaduto nel capoluogo pontino, durante una partita di calcio a 5. L’uomo, genitore di un giocatore che stava disputando la partita – evidentemente contrariato dalla decisione dell’arbitro che aveva appena espulso il figlio- è entrato in campo ed ha aggredito il giudice di gara con calci e pugni; poi ha continuato a minacciare di morte l’arbitro che, nel frattempo, si era andato rifugiarsi nella propria auto. L’uomo è stato indagato in stato di libertà alla Procura di Latina.

“Il Questore di Latina, nel quadro delle attività dirette a contrastare il fenomeno delle violenze in occasione di manifestazioni sportive, ha emesso ieri, su proposta del Comando Carabinieri, il provvedimento di Divieto di Accedere a Manifestazioni Sportive (D.A.Spo.) ai sensi dell’art. 6 della Legge 401/1989 e successive modifiche nei confronti del genitore di un giocatore di una squadra di calcio a 5 di quel centro.

Il divieto, per anni uno, scaturiva dall’atteggiamento tenuto dal padre di uno dei giocatori di una squadra di calcio a cinque, impegnata in una partita con un’altra compagine, il quale, evidentemente contrariato dalla decisione dell’arbitro che aveva espulso il figlio, entrava nel campo da gioco ed aggrediva con calci e pugni il giudice di gara.

Nel mentre veniva trattenuto a stento dai calciatori presenti, l’arbitro riusciva a rifugiarsi nella propria auto, dove cercava di chiamare le Forze dell’Ordine, ma veniva comunque raggiunto dall’uomo, che lo minacciava di morte. Solo a fatica gli astanti riuscivano ad accompagnarlo fuori dal centro sportivo, mentre il giudice di gara era costretto ad arbitrare l’incontro successivo seduto su di una sedia, a seguito dei colpi ricevuti. Per tali fatti il tifoso veniva indagato in stato di libertà alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Latina.

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